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Meteo

Sport a Scuola

PROGETTO “SPORT A SCUOLA” 2019-20

PROGETTO “SPORT A SCUOLA”

SCUOLA DELL’INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA

ANNO SCOLASTICO 2019-2020

 

 

PROGETTO EDUCAZIONE MOTORIA ED AVVIAMENTO ALLO SPORT:

 

 

   Educazione motoria e gioco-volley – Progetto Volley S3;

  •    Progetto Basket;
  •    Atletica leggera;
  •    Baseball e Softball;
  •    Progetto Ritmica…mente;
  •    Progetto Scuola Aikido;
  •    Progetto Gioco-Sport;
  •    Danza;
  •    Danza Educativa;
  •    Progetto di psicomotricità funzionale.

 

 

Educazione motoria e gioco-volley – Progetto Volley S3:

 

     1.Educazione motoria e gioco-volley:

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale Asd, (a cura della Sezione VOLLEY TEAM FINALE).

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio.

 

OBIETTIVI:

L’attività motoria poggia su delle basi semplici e universali: gioco spontaneo, movimento corporeo e piacere del vissuto relazionale Innato e universale, il gioco è il mezzo per eccellenza a disposizione del bambino per scoprire se stesso e il mondo. La possibilità di poter giocare e muoversi in libertà, di sentirsi sicuro e accettato, è per il bambino il terreno ideale per esprimere tutto il suo potenziale creativo e raccontarsi agli altri nella sua unicità. Il bambino gioca perché prova piacere, piacere di relazionarsi con il mondo, di scoprirlo e di conquistarlo. Questo piacere vissuto favorisce lo sviluppo armonico del bambino, base importante per un rapporto positivo e equilibrato con se stesso e tutto ciò che lo circonda, purché lo si aiuti nella sua consapevolezza e lo si riconosca nella sua originalità. Il movimento e il gioco - momenti essenziali dell'attività motoria e dello sport - rispondono ad un bisogno primario della persona e, attraverso una corretta azione interdisciplinare, contribuiscono al suo sviluppo.

 

Il “gioco-volley” viene proposto quale gioco semplice da apprendere in cui è possibile in tempi brevi ottenere risultati gratificanti per il bambino. Il progetto “gioco-volley” si propone inoltre le seguenti finalità:

 

SOCIALE:

  • aumentare la pratica qualificata delle attività motorie nella scuola primaria ed in particolare nella pallavolo;
  • mettere in evidenza il valore socializzante dello sport ed aiutare a stabilire positivi rapporti interpersonali;
  • far sperimentare i corretti valori dello sport e la rinuncia a qualsiasi forma di violenza;
  • saper gestire la propria persona nel gruppo, aiutare e farsi aiutare, rispettare le regole, i compagni di squadra e gli avversari per lo sviluppo di un corretto concetto di competizione, definendone l’importanza in ambito educativo e limitandone nello stesso temo le degenerazioni.

 

TECNICA:

  • acquisire e consolidare gli schemi motori di base, statici e dinamici, arricchire la capacità di comunicare attraverso il linguaggio del corpo ampliando la propria espressività;
  • acquisire/migliorare la percezione e la conoscenza del corpo migliorando la coordinazione oculo-manuale e segmentaria, sviluppare la coordinazione e l’organizzazione spazio temporale.

 

METODOLOGIA:

Il gioco è la vita stessa del bambino, una certezza con la quale si è riusciti a giustificare l’insegnamento dell’educazione motoria attraverso un’attività ludica. Il bambino vive così un’esperienza completa con la quale conosce sé stesso, lo stare con gli altri e il collaborare con gli altri; riuscire quindi ad esprimersi in qualcosa di importante e sempre a propria misura, imparando a gestire il proprio corpo e le proprie emozioni. Le proposte ludiche devono sempre tenere in considerazione a chi vanno rivolte, e quindi l’età e le esigenze di movimento del bambino. Agli inizi del processo formativo dello sviluppo motorio degli allievi, gli schemi motori sono presenti in forma grossolana e poco fluida, sotto l’aspetto coordinativo. Una corretta e continua programmazione di giochi da parte dell’insegnante può sollecitarli, ampliarli ed arricchirli a tal punto da farli diventare condotte o abilità specifiche vere e proprie nelle quali si fondono i numerosi gesti tecnici dello sport pallavolistico. Verranno proposte esercitazioni di sviluppo motorio generale utilizzate come attività di riscaldamento, sotto forma di attività ludica; andature specifiche e generali introdotte attraverso il gioco (passo accostato, passo incrociato, galoppo laterale, corsa ginocchia alte, corsa calciata, ecc..), conoscenza e controllo iniziale del fondamentale del palleggio, la battuta dal basso, l'introduzione dei fondamentali d’attacco e di difesa. Il gioco-sport della pallavolo è un lungo e sistematico percorso di costruzione di capacità e abilità, che non può non prescindere in nessun modo dall’educazione motoria e dagli obiettivi che essa persegue.

 

 

 

PROGETTO VOLLEY S3 NELLE SCUOLE PRIMARIE 

 

     2.Progetto Volley S3:

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D., (a cura della Sezione VOLLEY TEAM FINALE).

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio (da concordare con gli istruttori).

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA:

Le proposte tecniche del “Volley S3” e dello “Spikeball” vogliono avviare i giovani al gioco della pallavolo in maniera diversa, avvalendosi di tre concetti fondamentali:

  • il GIOCO, attraverso la proposta non di esercizi ma di attività ludiche;
  • la FACILITAZIONE, con la modifica di alcune regole della pallavolo (la palla si potrà “bloccare” e potrà “rimbalzare a terra”);
  • la FLESSIBILITA’, perché il numero di giocatori per squadra sarà determinato dal numero di alunni che parteciperanno alla lezione e dal numero di palloni che si avranno a disposizione

Il centro dell’attenzione nell’attività promozionale proposta deve essere il “divertimento” del bambino. Il gioco S3 prende il nome dal progetto stesso. Ha la stessa struttura del gioco della pallavolo: battuta, ricezione, alzata, attacco, muro e difesa. La conquista del punto avviene ogni volta che la palla cade a terra nel campo avversario. La facilitazione permette di sostituire i fondamentali con il lancio e il blocco della palla, consentendo ai bambini di giocare da subito. Per arrivare prima possibile al gioco S3 ecco la grande novità: lo SPIKEBALL, il “gioco della schiacciata”,Lo Spikeball è il gioco della Schiacciata: un gioco didattico, propedeutico al gioco del Volley S3, immediato e coinvolgente che, partendo dal gesto più rappresentativo e vigoroso della pallavolo rivoluziona il percorso d’apprendimento ponendo l’attacco e l’attaccare il campo avversario come momento centrale del gioco stesso. E’ un percorso didattico che parte da gioco “individuale” trasformandolo pian piano in gioco di “squadra”.

 

 

Progetto Basket:

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D., (a cura della sezione FINALE BASKET CLUB).

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio (da concordare con gli istruttori).

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA:

Si premette che il corso viene sviluppato da Istruttori e Allenatori FIP.

Le finalità del progetto sono quelle di potenziare le iniziative in ambito scolastico di promozione dell'attività sportiva e pre-sportiva, che possano concorrere a prevenire o rimuovere disagi giovanili e contribuire ai progetti di integrazione attraverso la conoscenza di un gioco-sport come la pallacanestro e il minibasket.

 

PROGRAMMA DIDATTICO:

Il programma didattico del progetto si basa sulle indicazioni della Federazione Italiana Pallacanestro e si pone la finalità di promuovere lo sviluppo delle capacità senso-percettive, del consolidamento degli schemi motori e posturali, dello sviluppo delle espressioni motorie durante il gioco e lo sport, con particolare attenzione al momento di collaborazione e a quello di contrasto, valutando le proprie capacità in una fase finale di verifica.

Gli esercizi dovranno essere presentati sottoforma di gioco o gara, cercando di soddisfare le esigenze e le motivazioni dei bambini, in funzione del loro sviluppo sociale, affettivo, motorio e tecnico.

 

Gli istruttori sulla base dell’età, delle capacità motorie e dell’interesse dei bambini adatterà il suo metodo di insegnamento e le argomentazioni in maniera diversificata.

L’aspetto sociale del gioco di squadra consentirà anche uno sviluppo particolare della socializzazione e dell’inserimento nel gruppo classe di quegli alunni che avessero tali problematiche.

Nella fase iniziale della lezione l’istruttore porterà particolare attenzione sull’utilizzo dell’attrezzo palla, dando una particolare valenza al mezzo con cui si gioca; tale frangente consentirà all’istruttore una prima valutazione per sviluppare la sua programmazione didattica della lezione sulla base dell’interesse dimostrato dai bambini, ponendo sempre al centro delle argomentazioni la parte ludica e di divertimento.

 

 

 

Il programma presentato potrà subire modifiche temporanee o variazioni definitive a seconda delle condizioni effettive delle varie scuole coinvolte quali la disponibilità di attrezzatura, ampiezza dei locali adibiti allo sviluppo dell’attività motoria e alla disponibilità da parte degli operatori alla collaborazione.

Importantissimo sarà anche l’aspetto della durata della lezione che vedrà l’istruttore sviluppare il lavoro ludico-motorio co continuità dando nozioni tecniche e regolamentari nella fase del gioco.

Durante le lezioni l’istruttore osserverà e valuterà il comportamento motorio dei bambini per dedurre le carenze individuali e del gruppo classe sulle quali programmare e lavorare nelle lezioni successive.

 

OBIETTIVI MOTORI:

  • Capacità Senso-Percettive;
  • Schemi motori e posturali;
  • Capacità motorie condizionali;
  • Capacità motorie coordinative;
  • Strutturazione Spazio-Temporale;
  • Educazione e controllo dell’equilibrio e della lateralità.

 

OBIETTIVI COGNITIVI:

  • Percezione;
  • Intuizione;
  • Attenzione;
  • Osservazione;
  • Comprensione;
  • Memoria;
  • Risoluzione dei problemi;
  • Decisionalità -Capacità di scelta;
  • Capacità di trasferire abilità in nuovi contesti;
  • Consapevolezza dei propri apprendimenti;
  • Elaborazione di strategia.

 

OBIETTIVI EMOTIVO-AFFETTIVI:

  • Controllo delle emozioni;
  • Conoscenza di se;
  • Autostima;
  • Decisione-Risolutezza;
  • Capacità volitive-perseveranza;
  • Disponibilità allo sforzo (tollerare il senso della fatica);
  • Consapevolezza delle proprie responsabilità;
  • Motivazioni;
  • Autonomia.

 

 

OBIETTIVI SOCIO-RELAZIONALI:

  • Rispetto delle regole;
  • Collaborazione;
  • Capacità di lavorare in gruppo;
  • Tolleranza-Comprensione;
  • Capacità di accettare le decisioni altrui;
  • Capacità di mediare e negoziare;
  • Assumere comportamenti funzionali a tutela della propria ed altrui incolumità.

 

  

 

 

 

 

Atletica leggera:

 

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D., (a cura del Settore ATLETICA RUN FINALE LIGURE).

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio.

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA:

Attraverso l’atletica leggera si vuole stimolare gli aspetti dello sviluppo sia intellettivo, sia emotivo che fisico, mediante la percezione e la conoscenza del proprio corpo e l’incremento delle capacità motorie. Si proporranno attività strutturate in modo da favorire lo sviluppo graduale degli schemi motori di base attraverso i gesti fondamentali del camminare, correre, saltare e lanciare.

 

 

 

 

 

Baseball e Softball:

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D., (a cura del Settore RIVIERA AQUILA BASEBALL SOFTBALL).

 

DESTINATARI:

Gli alunni delle classi Quarte e Quinte della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio nel periodo febbraio – maggio (da concordare con gli istruttori).

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA:

Far conoscere il Baseball e il Softball, attività sportive molto formative, inclusive e caratterizzati da varie abilità motorie, per integrare e valorizzare l’offerta formativa di educazione motoria e per favorire una crescita fisica globale e completa ed incoraggiare l’attività sportiva da parte degli adolescenti, specie tra le ragazze e coloro che non hanno mai praticato o che hanno abbandonato la pratica, grazie alla partecipazione di tecnici preparati, favorendo l’avvicinamento degli alunni al gesto motorio proprio delle discipline sportive.

 

Il progetto prevede l’insegnamento dei fondamentali (corsa, lancio, presa, battuta; partite con regole semplificate incontri e attrezzature “morbide” – mazze in plastica, palle in neoprene).

 

Si prevede la possibilità di effettuare un eventuale Torneo finale tra classi omogenee per età.

 

Requisiti dei Tecnici:

  • Istruttore laureato in educazione fisica, specializzazione baseball, con esperienza ventennale di alto livello;
  • Tecnici qualificati FIBS con esperienza di almeno 5 anni.

  

 

 

 

 

Progetto Ritmica...mente:

 

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D., (a cura del Settore di ginnastica ritmica A.S.D. ARTE GINNASTICA).

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio (da concordare con gli istruttori).

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA:

PREMESSA:

Guido Petter (professore ordinario presso la facoltà di psicologia dell’Università di Padova) afferma che: “L’educazione motoria ha un’importanza assai maggiore di quanto comunemente si creda. Tale importanza deriva dagli stretti rapporti che esistono, o possono essere stabiliti e rafforzati, fra attività motoria e attività mentale, fra sviluppo psicomotorio e lo sviluppo di altri aspetti della personalità”.

Gli apprendimenti, “le operazioni mentali”, si formano, infatti, attraverso un processo di interiorizzazione delle attività svolte a livello motorio e delle azioni svolte con il corpo. Dall’interazione fra corpo e psiche nasce la capacità dell’essere umano di entrare in contatto con il mondo e di creare un rapporto costruttivo con esso. Il bambino struttura il proprio io in un continuo rapporto fra il sé, gli altri, lo spazio e gli oggetti, imparando ad “aggiustare” i propri movimenti nello spazio e affinando sensazioni e percezioni.

 

OBIETTIVI:

  • Consentire la conoscenza del corpo come conoscenza di sè stessi e dello spazio;
  • Permettere l’affermazione di ogni individuo attraverso il gioco;
  • Stimolare la capacità di interagire in modo costruttivo e propositivo con l’altro;
  • Favorire l’acquisizione della “regola” nell’esecuzione dei piccoli esercizi proposti, così da permettere la formazione della persona e la convivenza con il gruppo;
  • Servirsi dell’ascolto dei vari generi musicali al fine di acquisire un’apertura mentale e sensibilità per il ritmo;
  • Esprimere la propria personalità e strutturare il carattere aumentando sicurezza, autocontrollo, determinazione, coraggio e autostima
  • Far provare divertimento nella pratica motoria;

 

 

Favorire lo studio dello spazio attraverso la condivisione con gli altri e l’utilizzo dei piccoli attrezzi (fune, palla, cerchio, clavette, nastro) e percorsi motori anche in competizione.

 

ATTIVITA’:

Il laboratorio che proponiamo, attraverso il gioco, momento fondamentale per ogni bambino, intende favorire lo sviluppo delle capacità di movimento armonico e di coordinazione utilizzando, durante l’attività, un sottofondo musicale di vario genere. La musica è un elemento fondamentale poiché favorisce una piena armonia fra il corpo e la sua espressività e favorisce la relazione con il gruppo attraverso vari esercizi sia a corpo libero che con l’utilizzo di oggetti occasionali (bastone, tessuti, fogli di carta e di giornale, bottiglie di plastica, cappelli ecc) o di piccoli attrezzi propri della ginnastica ritmica sviluppando un grande senso di coordinazione motoria mantenendo e accrescendo gli schemi motori di base.

 

METODOLOGIA:

L’atteggiamento dell’insegnante sarà partecipativo, ella guiderà i bambini alla scoperta delle regole per giocare insieme (ascoltare, non farsi male, non distruggere nulla di ciò che fanno gli altri, riordinare); eviterà di imporre direttamente le attività da svolgere, stimolando i bambini alla ricerca delle soluzioni per tentativi ed errori. Il bambino sarà sollecitato a fare e a riflettere sulle sue azioni. Nella scuola dell’infanzia e primaria, infatti, l’apprendimento passa attraverso l’esperienza: si impara facendo ed è proprio mediante le diverse azioni che si sviluppano e si potenziano molte capacità (attenzione, concentrazione, osservazione, confronto, riflessione, sintesi) che sono alla base della crescita personale e culturale di ciascuno. Carattere essenziale di tutte le proposte di gioco è la cooperazione: in nessun caso i bambini sono posti nella condizione di essere esclusi dal gioco. Al termine del gioco o di tutta l’attività del giorno i bambini saranno sollecitati a raccontare le esperienze vissute, ad esprimere le loro emozioni e ad avanzare le loro proposte, ecc…

 

VERIFICA DEGLI OBIETTIVI:

Una prima verifica immediata verrà effettuata attraverso l’osservazione dei comportamenti, delle impressioni verbali manifestate dai bambini all’interno del gruppo e del livello di partecipazione. Una ulteriore verifica saranno gli esiti delle esperienze e dalla documentazione prodotta.

Su proposta degli insegnanti, si potrà concludere il laboratorio con l’esecuzione di un saggio/esibizione di fine anno con percorsi motori o coreografie in data e modalità da definire.

Sarà possibile documentare da parte degli insegnanti con foto/video.

 

 

 

 

Progetto Scuola Aikido:

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D., (a cura della Sezione SCUOLA AIKIDO DI FINALE LIGURE E TOVO SAN GIACOMO).

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio (da concordare con gli istruttori).

 

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA:

L’Aikido è un’arte marziale tradizionale giapponese che non prevede gare e competizioni. Non esistono quindi nella pratica distinzioni per categorie di peso, né di sesso, maschile/femminile.

Ai bambini più piccoli viene proposto attraverso forme di gioco mirate a sviluppare le capacità di attenzione e concentrazione. L’aikido è anche un ottimo sistema di difesa personale, ma le lezioni non sono finalizzate esclusivamente all’apprendimento di tecniche di difesa, ma anzi l’Aikido attinge all’arte marziale nella sua accezione più tradizionale, il cui obiettivo è volgere al raggiungimento di un’ottimale condizione sia fisica che mentale, risolvere il conflitto e gestire l’aggressività in modo non distruttivo, perché mira alla pace e non alla violenza.

 

L’Aikido si pone come attività ideale da svolgere a scuola, in quanto, durante l’età dello sviluppo, esso stimola una crescita armonica di tutto il corpo e non di singole catene muscolo-scheletriche.

 

Oggi purtroppo le incidenze di alterazioni scheletriche e obesità hanno un’incidenza del 70% tra i bambini in età scolare. Pertanto, l’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere è quello di far praticare ai bambini un’attività ginnica che gli permetta di acquisire RESISTENZA, FORZA, VELOCITA’, MOBILITA’ ARTICOLARE, EQUILIBRIO, CORDINAZIONE con conseguenze positive sullo stato di salute del bambino sia sul piano fisico che mentale.

 

La pratica dell’Aikido, attraverso respirazioni, esercizi di rilassamento e tecniche, migliora l’orientamento spaziale e posturale, costruendo una coscienza del proprio corpo, una corretta percezione dell’ambiente ed una giusta valutazione delle distanze. Inoltre, l’adozione di una corretta respirazione, migliora la POSTURA e l’EMOTIVITA’ del bambino, oltre che la sua CAPACITA’ DI ATTENZIONE, rendendolo più abile e attento anche a scuola.

 

 

Altre qualità che il bambino acquisisce praticando Aikido, sono la FLUIDITA’ e la DISINVOLTURA nei movimenti, contribuendo alla rimozione di blocchi auto-espressivi.

 

Inoltre, il metodo educativo seguito non tende ad inibire o limitare la spontaneità creativa ed immaginativa del bambino, ma anzi vuole mantenerne passionalità e vitalità, in quanto queste doti rappresentano una dimensione cognitiva dell’individuo. L’Aikido, grazie alla sua strutturazione, riesce in qualche modo a compensare la frattura tra il cognitivo e l'emotivo a cui spesso e senza volerlo gli adulti lo portano.

 

Nell’Aikido non ci sono gare, non si compete contro nessuno, per cui non produce nessuna sovraeccitazione nervosa. Praticando “insieme” all’altro e non “contro”, come avviene nelle attività competitive, si attiva l’intelligenza interpersonale, rinforzando il senso di responsabilità verso il gruppo e la propria dimensione.

Ci si allena in un’atmosfera piacevole e rilassata in cui, a coppie o a gruppi, svolgendo respirazioni, esercizi, tecniche, o giochi che stimolano l’attenzione e sono propedeutici allo sviluppo di capacità e concentrazione, si sperimenta il miglioramento attraverso l’AIUTO RECIPROCO, il che infonde nel bambino la sicurezza di sé. Valorizza le sue potenzialità smorzando gli istinti aggressivi e distruttivi, per canalizzarli in una forza creativa, ai fini di uno sviluppo psicofisico più armonico. L’etichetta imposta dalla attività ed il rispetto reciproco mirano ad uno stile di vita positivo e corretto, trasmettendo gli aspetti “interiori” della disciplina.

 

Di seguito alcuni dei principali motivi per cui vale la pena di praticare Aikido:

 

  • rende il corpo agile lo aiuta a crescere bene, sviluppando tutte le possibilità motorie e insegnando a muoversi nello spazio con coordinazione, disinvoltura e sicurezza;
  • rende la mente pronta e favorisce la concentrazione;
  • lavora sulla cooperazione invece che sulla competizione insegnando a rispettare gli altri, e che è possibile migliorare se ci si aiuta reciprocamente, permettendo di acquisire sicurezza di sé attraverso l’allenamento in gruppo;
  • dona sicurezza e fiducia;
  • insegna il rispetto di luoghi e persone e diventa la premessa per una corretta relazione con gli altri, dando ad ognuno il giusto valore;
  • insegna ad accrescere la propria autostima e controllare l’aggressività;
  • è divertente e permette di fare tante nuove amicizie, sviluppando oltre che i 5 sensi anche la sensibilità che aiuta ad entrare in empatia con gli altri.

 

Al termine del corso è prevista una lezione finale aperta alle famiglie, al fine di poter dare loro un cenno di quale sia la pratica dell’arte dell’Aikido, e delle tecniche di concentrazione ad esso legate.

  

 

 

Progetto Gioco-Sport:

 

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D.

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina.

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA:

Il progetto mira ad insegnare a giocare, come attività propedeutica allo sport, che permetta ai minori di crescere insieme giocando e divertendosi.

Gli obiettivi del progetto sono:

  • verificare le capacità dei minori per quel che riguarda gli scemi motori di base;
  • conoscere meglio il proprio corpo ed i propri limiti;
  • organizzare e svolgere grandi giochi di squadra per migliorare lo spirito di gruppo e la collaborazione;
  • affrontare il tema della sconfitta e dell’accettazione della stessa;
  • collaborare e confrontarmi con le maestre per aggiornare il percorso di crescita motorio dei minori;
  • organizzare giochi buffi e fuori dagli schemi per far capire ai minori il valore del divertimento legato all’apprendimento;
  • indirizzare ove possibile i minori verso le attività sportive facendo comprendere loro la bellezza dello sport come alternativa all’eccessivo utilizzo di congegni elettronici.

 

 

 

 

 Danza:

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D.

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina. 

 

OBIETTIVI:

Proporre lezioni di Danza a scuola significa innanzitutto arrivare a condividere con i bambini esperienze emotive, relazionali e creative attraverso il corpo e il movimento, con l'intenzione di promuovere una crescita totale della persona. Lo strumento principale della danza é il corpoe la sua capacità di muoversi. La danza in quanto arte del movimento, dona la possibilità di approfondire la conoscenza del proprio corpo in movimento e delle sue potenzialità espressive, scoprendo come la qualità dei propri  movimenti dipenda dalle emozioni che prova, dallo spazio che ha a disposizione e dalla presenza degli altri compagni, guidato all'ascolto attivo della musica proposta, imparando così a muoversi seguendo suggerimenti ritmici e melodici. Dal punto di vista didattico, si procede attraverso determinati tipi di approccio: si sviluppa la capacità di "attuare” movimenti, arricchendo il linguaggio motorio di base, stimolando l' immaginazione e la fantasia del bambino al fine di renderlo autonomamente creativo, e facendogli percepire le diverse strutture musicali. Gli obiettivi del corso si possono così sintetizzare:

  • esplorazione e conoscenza del proprio corpo;
  • sviluppo della capacità di rispondere attraverso il movimento a stimoli esterni;
  • esprimere le proprie idee ed emozioni attraverso gesti tecnici e passi prestabiliti;
  • imparare a trasformare le emozioni in movimento;
  • capacità di memorizzare sequenze di movimento;
  • ampliamento delle capacità d' improvvisazione;
  • relazionarsi e lavorare in gruppo (ed eventualmente in coppia);
  • capacità di relazionarsi ad un pubblico, vincendo la paura del giudizio (esibizione finale ).

 

METODOLOGIA E ATTIVITA’

 

Ogni bambino sarà portato, con l’utilizzo della musica, a creare delle piccole coreografie in gruppo o con l’aiuto di un compagno ed a rispettare le regole richieste. L’attività viene così organizzata: 

 

  • Presentazione della lezione;
  • Esercizi di riscaldamento attraverso l’utilizzo della musica;
  • Esercizi tecnici ripetuti finalizzati alla memorizzazione;
  • Applicazione dei contenuti di tecnica di base della danza attraverso la creazione della coreografia;
  • Conclusione della lezione con un momento ludico e stretching finale.

 

 

 

 

 

Danza educativa:

 

REFERENTE DEL PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D.

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria.

 

TEMPI E ORARI:

Mattina e pomeriggio. 

 

OBIETTIVI:

Giocare con la danza e con il movimento è un istinto naturale dei bambini. Per questo il laboratorio è volto alla scoperta del linguaggio della danza come strumento utile per raggiungere anche la consapevolezza corporea. E’ proprio a partire dal proprio corpo che il bambino interagisce con se stesso e con gli altri. Per crescere, tutti abbiamo bisogno di esplorare le possibilità del nostro strumento: il corpo. Attraverso la danza educativa i bambini sperimentano un lavoro di ricerca conoscitiva e artistica sul proprio corpo.

Proporre un laboratorio di “Danza Educativa” nella scuola dell’Infanzia significa realizzare e condividere esperienze emozionali, creative e relazionali attraverso il corpo e la mente. La danza educativa è l’arte di usare ed organizzare il movimento per esprimersi, comunicare e inventare. Il corpo proposto dalla danza educativa è un corpo sensibile, armonico, attento al sentire soggettivo, preoccupato della relazione con gli altri. Danzando il bambino impara a conoscere il proprio corpo e ad usare il proprio corpo come mezzo di comunicazione, impara che, a seconda delle emozioni e delle sensazioni provate, la qualità del proprio movimento varia ed è collegata allo spazio usato, alla musica, al ritmo ed alle persone che lo circondano. Si rivela pertanto un importante strumento di formazione ed educazione nonché di integrazione di alunni con disagio e/o problematiche socio-relazionali, assolvendo talvolta ad una funzione terapeutica.

 

Gli obiettivi e le finalità del progetto sono le seguenti:

  • Facilitare la libera espressione del movimento;
  • Promuovere una crescita equilibrata e globale della persona;
  • Favorire l’attività sinergica di corpo/mente;
  • Promuovere e favorire l’integrazione di alunni con disagio e/o problematiche socio -relazionali;
  • Arricchire il linguaggio motorio;
  • Rafforzare l’autostima ed il senso di fiducia negli adulti e nei compagni;
  • Prendere coscienza del proprio corpo;
  • Sviluppare il controllo motorio.

 

 

 

 

METODOLOGIA E ATTIVITA’:

Piccoli momenti di esplorazione del proprio movimento sotto la guida e lo sguardo dell’adulto con il supporto di musiche adeguate agli esercizi svolti. Sono privilegiate le attività pratiche guidate (singole e di gruppo), le proposte creative ed i percorsi di apprendimento ludico-cooperativo. Gli incontri sono così strutturati: viene svolta una parte pratica in cui i bambini vengono coinvolti in esercizi fisici di riscaldamento, di movimenti guidati e liberi e di realizzazione di piccole coreografie per poi concludere con la fase di rilassamento. Al termine i bambini svolgeranno un lavoro su una scheda didattica come verifica finale sull’acquisizione del lavoro svolto e sullo schema corporeo.

 

 

 

 

 

Progetto di psicomotricità funzionale:

 

REFERENTE del PROGETTO:

Polisportiva del Finale A.S.D.

 

DESTINATARI:

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria.

 

TEMPI e ORARI:

Disponibilità solo mattina.

 

PREMESSA:

L’incorporazione di nuove conoscenze o abilità, nell’insieme di quelle già possedute, esige un disequilibrio, cioè un rimettere in discussione.

È una riorganizzazione di ciò che già si conosce, in modo da conquistare il “nuovo” a partire dal “vecchio”.

Una esperienza di apprendimento è tale, se avviene un reale cambiamento migliorativo nella condotta nella persona.

Attraverso il metodo per Rappresentazione Mentale consapevole si raggiungono gli obiettivi nel rispetto delle potenzialità evolutive della persona; si prefigge di sviluppare delle capacità trasversali applicabili in ogni ambito o disciplina. Gli apprendimenti che si realizzano in questo modo si fondano sulle potenzialità evolutesi in base alla maturazione psicobiologica e quindi una volta acquisiti non sarà più necessario ritornarci in età successive, in quanto non condizionati: non ci sarà il pericolo, non ripetendoli più, di perderli dalla memoria. Essi saranno memorizzati e integrati nelle capacità dell’individuo in quanto apprendimenti intelligenti con partecipazione cosciente.

Il passaggio da sensazione a percezione è quando l’informazione sensoriale diviene cosciente a livello corticale. Più percezioni si raggiungono più apprendimenti si hanno, infatti quando la percezione arriva alle aree del cervello predisposte, qui vengono elaborate e trasformate in immagini, da qui la Rappresentazione Mentale.

La persona può sempre esprimere i concetti attraverso il linguaggio, ma se un concetto non poggia su una Rappresentazione Mentale, il linguaggio servirà solo a ripeterlo ma non aiuterà a  capirlo.

La Psicomotricità Funzionale arricchisce l’individuo di Rappresentazioni Mentali andando ad alimentare la Funzione Simbolica che insieme al Linguaggio e alle Funzioni Psicomotorie sono i prerequisiti di ogni apprendimento.

 

OBBIETTIVI

  • favorire e stimolare l’evoluzione psicomotoria;
  • favorire l’affermazione della prevalenza naturale;
  • stimolare il passaggio dall’azione alla sua Rappresentazione alla relativa Simbolizzazione;
  • ampliare il bagaglio fonetico e fonologico;
  • allenare la motricità oculare e la coordinazione oculo-manuale;
  • allenare la motricità fine;
  • sviluppare l’attenzione: globale e selettiva;
  • stimolare la percezione temporale;
  • arricchire la percezione spaziale;
  • consentire la percezione del corpo:
    • lateralità,
    • orientamento egocentrico,
    • controllo tonico,
    • controllo posturale.

 

METODOLOGIA

Attraverso esperienze psicomotorie si passerà dalla spontaneità al controllo in un ambiente protetto e sicuro in cui si lavorerà sull’iniziativa lasciata al bambino, sull’osservazione e sull’ascolto dello stesso nel vivere l’esperienza, sull’interesse e sulla motivazione.

Le proposte e gli interventi saranno pertinenti e discreti con l’utilizzo del gioco spontaneo in situazioni educative di “contenimento affettivo-emotivo”.

Si proporranno diverse esperienze, singolarmente o in gruppo, alternate a momenti di verbalizzazione e riflessione per aiutare la presa di consapevolezza di aspetti importanti del vissuto.

I progetti saranno differenziati in base a gruppi di età e quindi alla reale possibilità di comprensione e di realizzazione dei destinatari.

Il laboratorio potrà subire, nel suo svolgersi, di alcune variazioni e adattamenti in relazione alle esigenze di gruppo.

 

 

PROGETTO “SPORT A SCUOLA” 2018-19

SCUOLA DELL’INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA

ANNO SCOLASTICO 2018-2019

 

 

PROGETTO EDUCAZIONE MOTORIA ED AVVIAMENTO ALLO SPORT

 

  • Educazione motoria e gioco-volley – progetto Volley S3
  • Pallacanestro
  • Atletica leggera
  • Gioco - sport

  

PROGETTO DANZA PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E PER LA SCUOLA PRIMARIA

  

APPROCCIO ARTI MARZIALI

 

  • Aikido

 

PROGETTO DI PSICOMOTRICITA’ FUNZIONALE

 

  

 

PROGETTO ATTIVITA’ MOTORIA ED AVVIAMENTO ALLO SPORT

 

EDUCAZIONE MOTORIA E GIOCO-VOLLEY

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd 

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio

 

OBIETTIVI

L’attività motoria poggia su delle basi semplici e universali: gioco spontaneo, movimento corporeo e piacere del vissuto relazionale Innato e universale, il gioco è il mezzo per eccellenza a disposizione del bambino per scoprire se stesso e il mondo. La possibilità di poter giocare e muoversi in libertà, di sentirsi sicuro e accettato, è per il bambino il terreno ideale per esprimere tutto il suo potenziale creativo e raccontarsi agli altri nella sua unicità. Il bambino gioca perché prova piacere, piacere di relazionarsi con il mondo, di scoprirlo e di conquistarlo. Questo piacere vissuto favorisce lo sviluppo armonico del bambino, base importante per un rapporto positivo e equilibrato con se stesso e tutto ciò che lo circonda, purché lo si aiuti nella sua consapevolezza e lo si riconosca nella sua originalità. Il movimento e il gioco - momenti essenziali dell'attività motoria e dello sport - rispondono ad un bisogno primario della persona e, attraverso una corretta azione interdisciplinare, contribuiscono al suo sviluppo.

 

Il “gioco-volley” viene proposto quale gioco semplice da apprendere in cui è possibile in tempi brevi ottenere risultati gratificanti per il bambino. Il progetto “gioco-volley” si propone inoltre le seguenti finalità:

 

SOCIALE

  • aumentare la pratica qualificata delle attività motorie nella scuola primaria ed in particolare nella pallavolo;
  • mettere in evidenza il valore socializzante dello sport ed aiutare a stabilire positivi rapporti interpersonali;
  • far sperimentare i corretti valori dello sport e la rinuncia a qualsiasi forma di violenza;
  • saper gestire la propria persona nel gruppo, aiutare e farsi aiutare, rispettare le regole, i compagni di squadra e gli avversari per lo sviluppo di un corretto concetto di competizione, definendone l’importanza in ambito educativo e limitandone nello stesso temo le degenerazioni.

TECNICA

  • acquisire e consolidare gli schemi motori di base, statici e dinamici, arricchire la capacità di comunicare attraverso il linguaggio del corpo ampliando la propria espressività;
  • acquisire/migliorare la percezione e la conoscenza del corpo migliorando la coordinazione oculo-manuale e segmentaria, sviluppare la coordinazione e l’organizzazione spazio temporale.

 

METODOLOGIA

Il gioco è la vita stessa del bambino, una certezza con la quale si è riusciti a giustificare l’insegnamento dell’educazione motoria attraverso un’attività ludica. Il bambino vive così un’esperienza completa con la quale conosce sé stesso, lo stare con gli altri e il collaborare con gli altri; riuscire quindi ad esprimersi in qualcosa di importante e sempre a propria misura, imparando a gestire il proprio corpo e le proprie emozioni. Le proposte ludiche devono sempre tenere in considerazione a chi vanno rivolte, e quindi l’età e le esigenze di movimento del bambino. Agli inizi del processo formativo dello sviluppo motorio degli allievi, gli schemi motori sono presenti in forma grossolana e poco fluida, sotto l’aspetto coordinativo. Una corretta e continua programmazione di giochi da parte dell’insegnante può sollecitarli, ampliarli ed arricchirli a tal punto da farli diventare condotte o abilità specifiche vere e proprie nelle quali si fondono i numerosi gesti tecnici dello sport pallavolistico. Verranno proposte esercitazioni di sviluppo motorio generale utilizzate come attività di riscaldamento,sotto forma di attività ludica; andature specifiche e generali introdotte attraverso il gioco (passo accostato, passo incrociato, galoppo laterale, corsa ginocchia alte, corsa calciata, ecc..), conoscenza e controllo iniziale del fondamentale del palleggio, la battuta dal basso, l'introduzione dei fondamentali d’attacco e di difesa. Il gioco-sport della pallavolo è un lungo e sistematico percorso di costruzione di capacità e abilità, che non può non prescindere in nessun modo dall’educazione motoria e dagli obiettivi che essa persegue.

 

 

 

 

PROGETTO VOLLEY S3 NELLE SCUOLE PRIMARIE

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola Primaria

 

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio (da concordare con gli istruttori)

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Le proposte tecniche del “Volley S3”  e dello “Spikeball” vogliono avviare i giovani al gioco della pallavolo in maniera diversa, avvalendosi di tre concetti fondamentali:

  • il GIOCO, attraverso la proposta non di esercizi ma di attività ludiche;
  • la FACILITAZIONE, con la modifica di alcune regole della pallavolo (la palla si potrà “bloccare” e potrà “rimbalzare a terra”);
  • la FLESSIBILITA’, perché il numero di giocatori per squadra sarà determinato dal numero di alunni che parteciperanno alla lezione e dal numero di palloni che si avranno a disposizione

Il centro dell’attenzione nell’attività promozionale proposta deve essere il “divertimento” del bambino. Il gioco S3 prende il nome dal progetto stesso. Ha la stessa struttura del gioco della pallavolo: battuta, ricezione, alzata, attacco, muro e difesa. La conquista del punto avviene ogni volta che la palla cade a terra nel campo avversario. La facilitazione permette di sostituire i fondamentali con il lancio e il blocco della palla, consentendo ai bambini di giocare da subito. Per arrivare prima possibile al gioco S3 ecco la grande novità: lo SPIKEBALL, il “gioco della schiacciata” ,Lo Spikeball è il gioco della Schiacciata: un gioco didattico, propedeutico al gioco

del Volley S3, immediato e coinvolgente che, partendo dal gesto più rappresentativo e vigoroso della pallavolo rivoluziona il percorso d’apprendimento ponendo l’attacco e l’attaccare il campo avversario come momento centrale del gioco stesso. E’ un percorso didattico che parte da gioco “individuale” trasformandolo pian piano in gioco di “squadra”.

 

 

 

 

 

GIOCHIAMO A PALLACANESTRO NELLE SCUOLE

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Il fine del progetto è quello di sviluppare, tramite l'utilizzo della pallacanestro come sport di squadra integrato, capacità fisiche quali la coordinazione generale ed oculo/manuale e capacità mentali quali la scelta di soluzioni semplici per risolvere situazioni gradualmente più complesse, la capacità di accettare errori e sconfitte e l’uso della collaborazione allo scopo di raggiungere un obiettivo personale e di squadra.

OBIETTIVI EDUCATIVI:

L’attività sportiva della pallacanestro è in grado di stimolare l’acquisizione della sicurezza nei comportamenti e del rispetto delle regole e contribuisce all’educazione del carattere e della personalità favorendo la comunicazione all’interno del gruppo.

Il Progetto per le Scuole Primarie si propone un duplice obiettivo:

 1. obiettivo LUDICO

 2. obiettivo FORMATIVO/EDUCATIVO

 

Il PROGRAMMA LUDICO è il momento del gioco, dove i bambini sono chiamati ad avvicinarsi allo sport con gioia ed entusiasmo. È la fase nella quale il bambino entra in contatto con il gioco, ne apprende le prime regole e inizia ad avere confidenza con la palla, gli spazi, le strutture e i compagni.

Il PROGRAMMA FORMATIVO/EDUCATIVO è invece il momento nel quale, attraverso l’esperienza vissuta e reale della pallacanestro nella situazione specifica, si condividono con i compagni i valori fondanti dello Sport: l’impegno, la solidarietà, l’amicizia, il rispetto di sé stessi e degli altri, il valore della vittoria e della sconfitta.

OBIETTIVI DIDATTICI:

L’obiettivo principale della proposta sarà focalizzato sulla multilateralità, con l’utilizzo di una grande varietà di stimoli che hanno il vantaggio di fornire al bambino un incremento delle capacità di comprensione e apprendimento.

  

In particolare si lavorerà su:

  • Sviluppo delle capacità senso-percettive.
  • Sviluppo degli schemi motori di base.
  • Sviluppo delle capacita motorie.

 

La proposta è formulata su due livelli, in funzione dell’età e dello sviluppo motorio dei bambini:

Easy Basket (scuola dell’infanzia, 1° e 2° classe scuola primaria)

Mini Basket (3°, 4°e 5° classe scuola primaria)

I bambini attraverso il gioco della pallacanestro raggiungeranno nei diversi stadi di età adeguati livelli di conoscenze nei seguenti ambiti:

 A- Ambito motorio-funzionale.

 B- Ambito socio-relazionale.

 C- Ambito neuro-cognitivo.

 D- Ambito-tecnico.

 

 

 

ATLETICA LEGGERA

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Attraverso l’atletica leggera si vuole stimolare gli aspetti dello sviluppo sia intellettivo, sia emotivo che fisico, mediante la percezione e la conoscenza del proprio corpo e l’incremento delle capacità motorie. Si proporranno attività strutturate in modo da favorire lo sviluppo graduale degli schemi motori di base attraverso i gesti fondamentali del camminare, correre, saltare e lanciare.

PROGETTO GIOCO-SPORT

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni  della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina 

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Il progetto mira ad insegnare a giocare come attività propedeutica allo sport che permetta ai minori di crescere insieme giocando e divertendosi

Gli obiettivi del progetto sono:

  • verificare le capacità dei minori per quel che riguarda gli scemi motori di base
  • conoscere meglio il proprio corpo ed i propri limiti
  • organizzare e svolgere grandi giochi di squadra per migliorare lo spirito di gruppo e la collaborazione
  • affrontare il tema della sconfitta e dell’accettazione della stessa
  • collaborare e confrontarmi con le maestre per aggiornare il percorso di crescita motorio dei minori
  • organizzare giochi buffi e fuori dagli schemi per far capire ai minori il valore del divertimento legato all’apprendimento
  • indirizzare ove possibile i minori verso le attività sportive facendo comprendere loro la bellezza dello sport come alternativa all’eccessivo utilizzo di congegni elettronici

 

 

 

 

PROGETTO DANZA PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E PER LA SCUOLA PRIMARIA

 

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni  della Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina 

 

OBIETTIVI

Proporre lezioni di Danza a scuola significa innanzitutto arrivare a condividere con i bambini esperienze emotive, relazionali e creative attraverso il corpo e il movimento, con l'intenzione di promuovere una crescita totale della persona. Lo strumento principale della danza é il corpoe la sua capacità di muoversi. La danza in quanto arte del movimento, dona la possibilità di approfondire la conoscenza del proprio corpo in movimento e delle sue potenzialità espressive, scoprendo come la qualità dei propri  movimenti dipenda dalle emozioni che prova, dallo spazio che ha a disposizione e dalla presenza degli altri compagni, guidato all'ascolto attivo della musica proposta, imparando così a muoversi seguendo suggerimenti ritmici e melodici. Dal punto di vista didattico, si procede attraverso determinati tipi di approccio: si sviluppa la capacità di "attuare"  movimenti, arricchendo il linguaggio motorio di base, stimolando l' immaginazione e la fantasia del bambino al fine di renderlo autonomamente creativo, e facendogli percepire le diverse strutture musicali. Gli obiettivi del corso si possono così sintetizzare:

  • esplorazione e conoscenza del proprio corpo.
  • sviluppo della capacità di rispondere attraverso il movimento a stimoli esterni.
  • esprimere le proprie idee ed emozioni attraverso gesti tecnici e passi prestabiliti.
  • imparare a trasformare le emozioni in movimento.
  • capacità di memorizzare sequenze di movimento.
  • ampliamento delle capacità d' improvvisazione.
  • relazionarsi e lavorare in gruppo ( ed eventualmente in coppia ).
  • capacità di relazionarsi ad un pubblico, vincendo la paura del giudizio ( esibizione finale ).

 

 

  

METODOLOGIA E ATTIVITA’

 

Ogni bambino sarà portato, con l' utilizzo della musica, a creare delle piccole coreografie in gruppo o con l' aiuto di un compagno ed a rispettare le regole richieste. L’attività viene così organizzata: 

  • Presentazione della lezione.
  • Esercizi di riscaldamento attraverso l' utilizzo della musica.
  • Esercizi tecnici ripetuti finalizzati alla memorizzazione.
  • Applicazione dei contenuti di tecnica di base della danza attraverso la creazione della coreografia.
  • Conclusione della lezione con un momento ludico e stratching finale.

 

 

 

 

APPROCCIO ARTI MARZIALI

 

AIKIDO

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni  della Scuola dell’Infanzia e Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina 

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

L’Aikido è un’arte marziale non violenta che basa i suoi fondamenti su tecniche di respirazione, concentrazione e rilassamento. I bambini della scuola dell’infanzia vengono introdotti alla pratica dell’Aikido attraverso attività prevalentemente ludiche. Nelle lezioni di Aikido per bambini si trovano vari elementi presenti nelle lezioni per adulti, ma proposte sotto forma di gioco: le respirazioni, tutta una serie di passi e spostamenti che vengono poi applicati alle tecniche, varie andature che utilizzano tutte la parti del corpo. Il tipo di respirazione che viene utilizzato è quello addominale che calma e da energia. Essa implica un lavoro di percezione, di attenzione, di controllo del corpo nelle varie fasi, di ricerca del proprio ritmo e di sincronizzazione con quello degli altri; è un porre le basi del primo autocontrollo, importante per l’acquisizione dell’autodisciplina. Le tecniche di Aikido usate come modello, possono essere efficaci per svincolarsi da situazioni difficili, senza essere violenti ed utilizzando al meglio le proprie risorse.

 

 

 

PROGETTO DI PSICOMOTRICITA’ FUNZIONALE

 

 

REFERENTE del PROGETTO

Polisportiva del Finale Asd

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola Primaria e dall’Infanzia.

 

TEMPI e ORARI

Disponibilità solo mattina.

 

PREMESSA

L’incorporazione di nuove conoscenze o abilità, nell’insieme di quelle già possedute, esige un disequilibrio, cioè un rimettere in discussione.

È una riorganizzazione di ciò che già si conosce, in modo da conquistare il “nuovo” a partire dal “vecchio”.

Una esperienza di apprendimento è tale, se avviene un reale cambiamento migliorativo nella condotta nella persona.

Attraverso il metodo per Rappresentazione Mentale consapevole si raggiungono gli obiettivi nel rispetto delle potenzialità evolutive della persona; si prefigge di sviluppare delle capacità trasversali applicabili in ogni ambito o disciplina. Gli apprendimenti che si realizzano in questo modo si fondano sulle potenzialità evolutesi in base alla maturazione psicobiologica e quindi una volta acquisiti non sarà più necessario ritornarci in età successive, in quanto non condizionati: non ci sarà il pericolo, non ripetendoli più, di perderli dalla memoria. Essi saranno memorizzati e integrati nelle capacità dell’individuo in quanto apprendimenti intelligenti con partecipazione cosciente.

Il passaggio da sensazione a percezione è quando l’informazione sensoriale diviene cosciente a livello corticale. Più percezioni si raggiungono più apprendimenti si hanno, infatti quando la percezione arriva alle aree del cervello predisposte, qui vengono elaborate e trasformate in immagini, da qui la Rappresentazione Mentale.

La persona può sempre esprimere i concetti attraverso il linguaggio, ma se un concetto non poggia su una Rappresentazione Mentale, il linguaggio servirà solo a ripeterlo ma non aiuterà a  capirlo.

La Psicomotricità Funzionale arricchisce l’individuo di Rappresentazioni Mentali andando ad alimentare la Funzione Simbolica che insieme al Linguaggio e alle Funzioni Psicomotorie sono i prerequisiti di ogni apprendimento.

 

OBBIETTIVI

  • favorire e stimolare l’evoluzione psicomotoria
  • favorire l’affermazione della prevalenza naturale
  • stimolare il passaggio dall’azione alla sua Rappresentazione alla relativa Simbolizzazione
  • ampliare il bagaglio fonetico e fonologico
  • allenare la motricità oculare e la coordinazione oculo-manuale
  • allenare la motricità fine
  • sviluppare l’attenzione: globale e selettiva
  • stimolare la percezione temporale
  • arricchire la percezione spaziale
  • consentire la percezione del corpo
    • lateralità
    • orientamento egocentrico
    • controllo tonico
    • controllo posturale

 

METODOLOGIA

Attraverso esperienze psicomotorie si passerà dalla spontaneità al controllo in un ambiente protetto e sicuro in cui si lavorerà sull’iniziativa lasciata al bambino, sull’osservazione e sull’ascolto dello stesso nel vivere l’esperienza, sull’interesse e sulla motivazione.

Le proposte e gli interventi saranno pertinenti e discreti con l’utilizzo del gioco spontaneo in situazioni educative di “contenimento affettivo-emotivo”.

Si proporranno diverse esperienze, singolarmente o in gruppo, alternate a momenti di verbalizzazione e riflessione per aiutare la presa di consapevolezza di aspetti importanti del vissuto.

I progetti saranno differenziati in base a gruppi di età e quindi alla reale possibilità di comprensione e di realizzazione dei destinatari.

Il laboratorio potrà subire, nel suo svolgersi, di alcune variazioni e adattamenti in relazione alle esigenze di gruppo.

 

 

 

MODALITA’ DI APPLICAZIONE DEL PROGETTO

 “SPORT A SCUOLA”

 

Le ore complessive dei singoli progetti non dovranno superare le 500 ore circa da svilupparsi preferibilmente con moduli da 20 ore per classe; le classi e le ore dovranno essere equamente suddivise fra gli istruttori.

 

Il progetto dovrà essere coperto da apposita Convenzione ed inizierà nel mese di ottobre 2017 per concludersi ad esaurimento delle ore previste.

 

E’ intenzione della Polisportiva del Finale organizzare nella primavera del 2018 un evento al Campo Sportivo Borel che concluda il progetto “Sport a scuola”, una rivisitazione dei giochi della gioventù in ambito scuola dell’infanzia e scuola primaria. A tal proposito le insegnanti potranno usufruire di ulteriori ore di attività per la preparazione di tale evento

 

Per qualsiasi problema di gestione, i docenti dovranno rivolgersi, per il tramite della Segreteria dell’Istituto Comprensivo, al responsabile del Progetto  “Sport a Scuola” nella persona del Segretario della Polisportiva sig. Fontana Roberto – tel. 348 2682645 o della sig.ra Puppo Silvia dell’Ufficio Segreteria – tel. 340 8401831

 

Di seguito i riferimenti degli istruttori

 

ISTRUTTORI/REFERENTI

PROGETTO

TELEFONO

Alessandro Giordano

Educazione motoria, Gioco-Volley e Volley S3

Cell  349 7430057

Daria Molina

Volley S3

Cell  349 5742056

Andrea Paroli

Volley S3

Cell  338 8981838

Samuela Vinai

Pallacanestro nelle Scuole

Cell  335 5853807

Sabrina Barbieri

Atletica Leggera

Cell  347 7579213

Luca Sardelli

Gioco – Sport

Cell  339 4715715

Anna Fenoglio

Danza

Cell  331 9228404

Roberto Vidimari

Aikido

Cell  347 2363604

Anna Maria Richeri

Psicomotricità Funzionale

Cell  340 2932226

 

Resto a disposizione per qualsiasi informazione/chiarimento in merito

 

 

Il Presidente        

 Stefano Schiappapietra

 

PROGETTO “SPORT A SCUOLA” 2017-18

SCUOLA DELL’INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA

ANNO SCOLASTICO 2017 - 2018

 

 

 

PROGETTO EDUCAZIONE MOTORIA ED AVVIAMENTO ALLO SPORT

  • Educazione motoria e gioco-volley – progetto Volley S3
  • Pallacanestro 
  • Atletica leggera
  • Gioco - sport

   

PROGETTO DANZA PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E PER LA SCUOLA PRIMARIA

 

APPROCCIO ARTI MARZIALI

  •  Aikido

 

 PROGETTO DI PSICOMOTRICITA’ FUNZIONALE

 

  

 

 

PROGETTO ATTIVITA’ MOTORIA ED AVVIAMENTO ALLO SPORT

 EDUCAZIONE MOTORIA E GIOCO-VOLLEY 

 

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Alessandro Giordano: Laureato in scienze motorie ed istruttore Federale FIPAV

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio 

 

OBIETTIVI

L’attività motoria poggia su delle basi semplici e universali: gioco spontaneo, movimento corporeo e piacere del vissuto relazionale Innato e universale, il gioco è il mezzo per eccellenza a disposizione del bambino per scoprire se stesso e il mondo. La possibilità di poter giocare e muoversi in libertà, di sentirsi sicuro e accettato, è per il bambino il terreno ideale per esprimere tutto il suo potenziale creativo e raccontarsi agli altri nella sua unicità. Il bambino gioca perché prova piacere, piacere di relazionarsi con il mondo, di scoprirlo e di conquistarlo. Questo piacere vissuto favorisce lo sviluppo armonico del bambino, base importante per un rapporto positivo e equilibrato con se stesso e tutto ciò che lo circonda, purché lo si aiuti nella sua consapevolezza e lo si riconosca nella sua originalità. Il movimento e il gioco - momenti essenziali dell'attività motoria e dello sport - rispondono ad un bisogno primario della persona e, attraverso una corretta azione interdisciplinare, contribuiscono al suo sviluppo. 

 

Il “gioco-volley” viene proposto quale gioco semplice da apprendere in cui è possibile in tempi brevi ottenere risultati gratificanti per il bambino. Il progetto “gioco-volley” si propone inoltre le seguenti finalità:

 

SOCIALE

 

  • aumentare la pratica qualificata delle attività motorie nella scuola primaria ed in particolare nella pallavolo;
  • mettere in evidenza il valore socializzante dello sport ed aiutare a stabilire positivi rapporti interpersonali;
  • far sperimentare i corretti valori dello sport e la rinuncia a qualsiasi forma di violenza;
  • saper gestire la propria persona nel gruppo, aiutare e farsi aiutare, rispettare le regole, i compagni di squadra e gli avversari per lo sviluppo di un corretto concetto di competizione, definendone l’importanza in ambito educativo e limitandone nello stesso temo le degenerazioni.

 

TECNICA

  • acquisire e consolidare gli schemi motori di base, statici e dinamici, arricchire la capacità di comunicare attraverso il linguaggio del corpo ampliando la propria espressività;
  • acquisire/migliorare la percezione e la conoscenza del corpo migliorando la coordinazione oculo-manuale e segmentaria, sviluppare la coordinazione e l’organizzazione spazio temporale.

 

METODOLOGIA

Il gioco è la vita stessa del bambino, una certezza con la quale si è riusciti a giustificare l’insegnamento dell’educazione motoria attraverso un’attività ludica. Il bambino vive così un’esperienza completa con la quale conosce sé stesso, lo stare con gli altri e il collaborare con gli altri; riuscire quindi ad esprimersi in qualcosa di importante e sempre a propria misura, imparando a gestire il proprio corpo e le proprie emozioni. Le proposte ludiche devono sempre tenere in considerazione a chi vanno rivolte, e quindi l’età e le esigenze di movimento del bambino. Agli inizi del processo formativo dello sviluppo motorio degli allievi, gli schemi motori sono presenti in forma grossolana e poco fluida, sotto l’aspetto coordinativo. Una corretta e continua programmazione di giochi da parte dell’insegnante può sollecitarli, ampliarli ed arricchirli a tal punto da farli diventare condotte o abilità specifiche vere e proprie nelle quali si fondono i numerosi gesti tecnici dello sport pallavolistico. Verranno proposte esercitazioni di sviluppo motorio generale utilizzate come attività di riscaldamento,sotto forma di attività ludica; andature specifiche e generali introdotte attraverso il gioco (passo accostato, passo incrociato, galoppo laterale, corsa ginocchia alte, corsa calciata, ecc..), conoscenza e controllo iniziale del fondamentale del palleggio, la battuta dal basso, l'introduzione dei fondamentali d’attacco e di difesa. Il gioco-sport della pallavolo è un lungo e sistematico percorso di costruzione di capacità e abilità, che non può non prescindere in nessun modo dall’educazione motoria e dagli obiettivi che essa persegue.

 

 

PROGETTO VOLLEY S3 NELLE SCUOLE PRIMARIE

 

 

 

 

REFERENTI DEL PROGETTO

Alessandro Giordano: Laureato in scienze motorie ed allievo allenatore FIPAV

Daria Molina : istruttore Federale FIPAV di 2° grado e 2° livello giovanile

Andrea Paroli: istruttore Federale FIPAV di 2° grado e 2° livello giovanile

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola Primaria

 

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio (da concordare con gli istruttori)

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Le proposte tecniche del “Volley S3”  e dello “Spikeball” vogliono avviare i giovani al gioco della pallavolo in maniera diversa, avvalendosi di tre concetti fondamentali:

  • il GIOCO, attraverso la proposta non di esercizi ma di attività ludiche;
  • la FACILITAZIONE, con la modifica di alcune regole della pallavolo (la palla si potrà “bloccare” e potrà “rimbalzare a terra”);
  • la FLESSIBILITA’, perché il numero di giocatori per squadra sarà determinato dal numero di alunni che parteciperanno alla lezione e dal numero di palloni che si avranno a disposizione

 

Il centro dell’attenzione nell’attività promozionale proposta deve essere il “divertimento” del bambino. Il gioco S3 prende il nome dal progetto stesso. Ha la stessa struttura del gioco della pallavolo: battuta, ricezione, alzata, attacco, muro e difesa. La conquista del punto avviene ogni volta che la palla cade a terra nel campo avversario. La facilitazione permette di sostituire i fondamentali con il lancio e il blocco della palla, consentendo ai bambini di giocare da subito. Per arrivare prima possibile al gioco S3 ecco la grande novità: lo SPIKEBALL, il “gioco della schiacciata” , Lo Spikeball è il gioco della Schiacciata: un gioco didattico, propedeutico al gioco

del Volley S3, immediato e coinvolgente che, partendo dal gesto più rappresentativo e vigoroso della pallavolo rivoluziona il percorso d’apprendimento ponendo l’attacco e l’attaccare il campo avversario come momento centrale del gioco stesso. E’ un percorso didattico che parte da gioco “individuale” trasformandolo pian piano in gioco di “squadra”. 

 

 

 

GIOCHIAMO A PALLACANESTRO NELLE SCUOLE

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Finale Basket Club – Sezione della Polisportiva del Finale

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio 

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Il fine del progetto è quello di sviluppare, tramite l'utilizzo della pallacanestro come sport di squadra integrato, capacità fisiche quali la coordinazione generale ed oculo/manuale e capacità mentali quali la scelta di soluzioni semplici per risolvere situazioni gradualmente più complesse, la capacità di accettare errori e sconfitte e l’uso della collaborazione allo scopo di raggiungere un obiettivo personale e di squadra.

 

OBIETTIVI EDUCATIVI:

L’attività sportiva della pallacanestro è in grado di stimolare l’acquisizione della sicurezza nei comportamenti e del rispetto delle regole e contribuisce all’educazione del carattere e della personalità favorendo la comunicazione all’interno del gruppo.

Il Progetto per le Scuole Primarie si propone un duplice obiettivo:

1. obiettivo LUDICO

2. obiettivo FORMATIVO/EDUCATIVO

Il PROGRAMMA LUDICO è il momento del gioco, dove i bambini sono chiamati ad avvicinarsi allo sport con gioia ed entusiasmo. È la fase nella quale il bambino entra in contatto con il gioco, ne apprende le prime regole e inizia ad avere confidenza con la palla, gli spazi, le strutture e i compagni.

Il PROGRAMMA FORMATIVO/EDUCATIVO è invece il momento nel quale, attraverso l’esperienza vissuta e reale della pallacanestro nella situazione specifica, si condividono con i compagni i valori fondanti dello Sport: l’impegno, la solidarietà, l’amicizia, il rispetto di sé stessi e degli altri, il valore della vittoria e della sconfitta.

 

OBIETTIVI DIDATTICI:

L’obiettivo principale della proposta sarà focalizzato sulla multilateralità, con l’utilizzo di una grande varietà di stimoli che hanno il vantaggio di fornire al bambino un incremento delle capacità di comprensione e apprendimento.

In particolare si lavorerà su: 

Sviluppo delle capacità senso-percettive.

Sviluppo degli schemi motori di base.

Sviluppo delle capacita motorie.

La proposta è formulata su due livelli, in funzione dell’età e dello sviluppo motorio dei bambini:

Easy Basket (scuola dell’infanzia, 1° e 2° classe scuola primaria)

Mini Basket (3°, 4°e 5° classe scuola primaria)

I bambini attraverso il gioco della pallacanestro raggiungeranno nei diversi stadi di età adeguati livelli di conoscenze nei seguenti ambiti:

A- Ambito motorio-funzionale.

B- Ambito socio-relazionale.

C- Ambito neuro-cognitivo.

D- Ambito-tecnico.

 

 

 

ATLETICA LEGGERA 

REFERENTE DEL PROGETTO

Sabrina Barbieri – Istruttore Fidal

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina e pomeriggio 

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Attraverso l’atletica leggera si vuole stimolare gli aspetti dello sviluppo sia intellettivo, sia emotivo che fisico, mediante la percezione e la conoscenza del proprio corpo e l’incremento delle capacità motorie. Si proporranno attività strutturate in modo da favorire lo sviluppo graduale degli schemi motori di base attraverso i gesti fondamentali del camminare, correre, saltare e lanciare.

 

 

 

 

PROGETTO GIOCO-SPORT

REFERENTE DEL PROGETTO

Luca Sardelli – Educatore di ludoteca e centri estivi – titolare di attestato di idoneità alle attività motorie

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni  della Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina  

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

Il progetto mira ad insegnare a giocare come attività propedeutica allo sport che permetta ai minori di crescere insieme giocando e divertendosi

Gli obiettivi del progetto sono:

  • verificare le capacità dei minori per quel che riguarda gli scemi motori di base
  • conoscere meglio il proprio corpo ed i propri limiti
  • organizzare e svolgere grandi giochi di squadra per migliorare lo spirito di gruppo e la collaborazione
  • affrontare il tema della sconfitta e dell’accettazione della stessa
  • collaborare e confrontarmi con le maestre per aggiornare il percorso di crescita motorio dei minori
  • organizzare giochi buffi e fuori dagli schemi per far capire ai minori il valore del divertimento legato all’apprendimento
  • indirizzare ove possibile i minori verso le attività sportive facendo comprendere loro la bellezza dello sport come alternativa all’eccessivo utilizzo di congegni elettronici

 

 

 

 

PROGETTO DANZA PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E PER LA SCUOLA PRIMARIA

 

REFERENTE DEL PROGETTO

Anna Rosa Fenoglio – Istruttore AIDAS     

Paulli Simone – Istruttore A.S.C.

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni  della Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina  

 

OBIETTIVI

Proporre lezioni di Danza a scuola significa innanzitutto  arrivare a condividere con i bambini esperienze emotive, relazionali e creative attraverso il corpo e il movimento, con l'intenzione di promuovere una crescita totale della persona. Lo strumento principale della danza é il corpo e la sua capacità di muoversi. La danza in quanto arte del movimento, dona la possibilità di approfondire la conoscenza del proprio corpo in movimento e delle sue potenzialità espressive, scoprendo come la  qualità dei propri  movimenti dipenda dalle emozioni che prova, dallo spazio che ha a disposizione e dalla presenza degli altri compagni, guidato all'ascolto attivo della musica proposta, imparando così a muoversi seguendo suggerimenti ritmici e melodici. Dal punto di vista didattico, si procede attraverso determinati tipi di approccio: si sviluppa la capacità di "attuare"  movimenti, arricchendo il linguaggio motorio di base, stimolando l' immaginazione e la fantasia del bambino al fine di renderlo autonomamente creativo, e facendogli percepire le diverse strutture musicali. Gli obiettivi del corso si possono così sintetizzare:

- esplorazione e conoscenza del proprio corpo.

- sviluppo della capacità di rispondere attraverso il movimento a stimoli esterni.

- esprimere le proprie idee ed emozioni attraverso gesti tecnici e passi prestabiliti.

- imparare a trasformare le emozioni in movimento.

- capacità di memorizzare sequenze di movimento. 

- ampliamento delle capacità d' improvvisazione.

- relazionarsi e lavorare in gruppo ( ed eventualmente in coppia ).

- capacità di relazionarsi ad un pubblico, vincendo la paura del giudizio ( esibizione finale ).

 

 

METODOLOGIA E ATTIVITA’

 

Ogni bambino sarà portato, con l' utilizzo della musica, a creare delle piccole coreografie in gruppo o con l' aiuto di un compagno ed a rispettare le regole richieste. L’attività viene così organizzata:  

- Presentazione della lezione.

- Esercizi di riscaldamento attraverso l' utilizzo della musica.

- Esercizi tecnici ripetuti finalizzati alla memorazzione. 

- Applicazione dei contenuti di tecnica di base della danza attraverso la creazione della coreografia.

- Conclusione della lezione con un momento ludico e streatching finale.

 

 

 

 

AIKIDO

REFERENTE DEL PROGETTO

Roberto Vidimari  – Istruttore Aikikai     

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia e Primaria

 

TEMPI E ORARI

Mattina  

 

OBIETTIVI E METODOLOGIA

L’Aikido è un’arte marziale non violenta che basa i suoi fondamenti su tecniche di respirazione, concentrazione e rilassamento. I bambini della scuola dell’infanzia vengono introdotti alla pratica dell’Aikido attraverso attività prevalentemente ludiche. Nelle lezioni di Aikido per bambini si trovano vari elementi presenti nelle lezioni per adulti, ma proposte sotto forma di gioco: le respirazioni, tutta una serie di passi e spostamenti che vengono poi applicati alle tecniche, varie andature che utilizzano tutte la parti del corpo. Il tipo di respirazione che viene utilizzato è quello addominale che calma e da energia. Essa implica un lavoro di percezione, di attenzione, di controllo del corpo nelle varie fasi, di ricerca del proprio ritmo e di sincronizzazione con quello degli altri; è un porre le basi del primo autocontrollo, importante per l’acquisizione dell’autodisciplina. Le tecniche di Aikido usate come modello, possono essere efficaci per svincolarsi da situazioni difficili, senza essere violenti ed utilizzando al meglio le proprie risorse.

 

 

 

 

PROGETTO DI PSICOMOTRICITA’ FUNZIONALE

 

 

 

REFERENTE del PROGETTO

Anna Maria Richeri Psicomotricista - Counselor

 

DESTINATARI

Tutti gli alunni della Scuola Primaria e dall’Infanzia.

 

TEMPI e ORARI

Disponibilità solo mattina. 

 

PREMESSA

L’incorporazione di nuove conoscenze o abilità, nell’insieme di quelle già possedute, esige un disequilibrio, cioè un rimettere in discussione. 

È una riorganizzazione di ciò che già si conosce, in modo da conquistare il “nuovo” a partire dal “vecchio”.

Una esperienza di apprendimento è tale, se avviene un reale cambiamento migliorativo nella condotta nella persona.

Attraverso il metodo per Rappresentazione Mentale consapevole si raggiungono gli obiettivi nel rispetto delle potenzialità evolutive della persona; si prefigge di sviluppare delle capacità trasversali applicabili in ogni ambito o disciplina. Gli apprendimenti che si realizzano in questo modo si fondano sulle potenzialità evolutesi in base alla maturazione psicobiologica e quindi una volta acquisiti non sarà più necessario ritornarci in età successive, in quanto non condizionati: non ci sarà il pericolo, non ripetendoli più, di perderli dalla memoria. Essi saranno memorizzati e integrati nelle capacità dell’individuo in quanto apprendimenti intelligenti con partecipazione cosciente. 

Il passaggio da sensazione a percezione è quando l’informazione sensoriale diviene cosciente a livello corticale. Più percezioni si raggiungono più apprendimenti si hanno, infatti quando la percezione arriva alle aree del cervello predisposte, qui vengono elaborate e trasformate in immagini, da qui la Rappresentazione Mentale. 

La persona può sempre esprimere i concetti attraverso il linguaggio, ma se un concetto non poggia su una Rappresentazione Mentale, il linguaggio servirà solo a ripeterlo ma non aiuterà a  capirlo.

La Psicomotricità Funzionale arricchisce l’individuo di Rappresentazioni Mentali andando ad alimentare la Funzione Simbolica che insieme al Linguaggio e alle Funzioni Psicomotorie sono i prerequisiti di ogni apprendimento.

 

OBBIETTIVI

 

  • favorire e stimolare l’evoluzione psicomotoria
  • favorire l’affermazione della prevalenza naturale
  • stimolare il passaggio dall’azione alla sua Rappresentazione alla relativa Simbolizzazione
  • ampliare il bagaglio fonetico e fonologico
  • allenare la motricità oculare e la coordinazione oculo-manuale
  • allenare la motricità fine
  • sviluppare l’attenzione: globale e selettiva
  • stimolare la percezione temporale 
  • arricchire la percezione spaziale
  • consentire la percezione del corpo

              - lateralità

              - orientamento egocentrico

              - controllo tonico

              - controllo posturale 

 

METODOLOGIA

Attraverso esperienze psicomotorie si passerà dalla spontaneità al controllo in un ambiente protetto e sicuro in cui si lavorerà sull’iniziativa lasciata al bambino, sull’osservazione e sull’ascolto dello stesso nel vivere l’esperienza, sull’interesse e sulla motivazione.

Le proposte e gli interventi saranno pertinenti e discreti con l’utilizzo del gioco spontaneo in situazioni educative di “contenimento affettivo-emotivo”.

Si proporranno diverse esperienze, singolarmente o in gruppo, alternate a momenti di verbalizzazione e riflessione per aiutare la presa di consapevolezza di aspetti importanti del vissuto.

I progetti saranno differenziati in base a gruppi di età e quindi alla reale possibilità di comprensione e di realizzazione dei destinatari.

Il laboratorio potrà subire, nel suo svolgersi, di alcune variazioni e adattamenti in relazione alle esigenze di gruppo.

 

 

 

MODALITA’ DI APPLICAZIONE DEL PROGETTO

 “SPORT A SCUOLA”

 

Le ore complessive dei singoli progetti non dovranno superare le 500 ore circa da svilupparsi preferibilmente con moduli da 20 ore per classe; le classi e le ore dovranno essere equamente suddivise fra gli istruttori.

 

Il progetto dovrà essere coperto da apposita Convenzione ed inizierà nel mese di ottobre 2017 per concludersi ad esaurimento delle ore previste.

 

E’ intenzione della Polisportiva del Finale organizzare nella primavera del 2018 un evento al Campo Sportivo Borel che concluda il progetto “Sport a scuola”, una rivisitazione dei giochi della gioventù in ambito scuola dell’infanzia e scuola primaria. A tal proposito le insegnanti potranno usufruire di ulteriori ore di attività per la preparazione di tale evento

 

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