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Prosegue il racconto di Bruno Zupo sul mondo dello sport finalese

 

Ci siamo lasciati la scorsa volta raccontandovi come dall’idea nata in Comune a Finale, di trovare uno spazio in grado di accogliere la Pallavolo, il Basket e la Scuola, il 10 gennaio 1996 si sia arrivati alla costituzione della “Polisportiva del Finale”, che al tempo promuoveva l’attività sportiva di tipo sociale. Chiediamo quindi a Bruno Zupo, proseguendo la nostra intervista sullo sport a Finale:

 

Cosa avvenne all’atto della costituzione della Polisportiva?

 

Ci racconta Bruno “Giungemmo alla costituzione della Polisportiva del Finale, dalla trasformazione della Polisportiva Finalborghese in questa nuova Associazione. Nel farlo, decidemmo anche di mantenerle il logo che rappresenta il marchesato del carretto. Io ne fui nominato Presidente coadiuvato da Casanova in secondo ruolo. Le attività sportive che vi partecipavano erano: Pallavolo, Baseball, Basket, Pesca Sportiva e Sci Club. Si trattava di Soci Ordinari della Polisportiva, la quale continuava a svolgere la parte sociale dello sport, e ad occuparsi della promozione, della comunicazione e dell’organizzazione di manifestazioni sportive. Dopodiché altri vollero collaborare, taluni divenendo parte integrante della Polisportiva, altri senza voler perdere la propria autonomia di Associazione, compresa quella economica. Per legge, però, ciò non era consentito, così si è deciso di rivedere l’organizzazione della Polisportiva e di suddividere le attività che ne facevano parte in Sezioni, (Soci Ordinari - cioè le Associazioni che volevano rimanere all’interno della Polisportiva, rientrando nella gestione amministrativa della stessa),  e Settori (o Socio Sostenitore, cioè le Associazioni che volevano mantenere la propria autonomia, con proprio statuto e regolamento). Da allora la Polisportiva del Finale, man mano si è allargata, è cresciuta, accogliendo tra le sue sezioni e i suoi settori nuove attività sportive quali la scherma, la pallatamburello, le arti marziali, eccetera… . Oggi fanno parte della Polisportiva del Finale, oltre ai progetti sociali tra cui lo Sport a Scuola e la Ginnastica dolce per adulti, ben 18 attività diverse: pallavolo, basket, parapendio, aikido, kung fu, wing chun, pallavolo per amatori, pallatamburello, scherma, kettlebell, pesca sportiva, tiro con l’arco, atletica, baseball e softball, ginnastica ritmica, ballo, trail, e podismo e recentemente anche un settore di equitazione e volteggio”.

 

Quali altri ruoli hai ricoperto nel mondo dello sport a Finale?

 

“Per quanto riguarda la Consulta Comunale dello Sport, ne fui Presidente dal 2002 fino al 2004 e poi di nuovo dal 2014 fino al 2017”. Nel 2004 sono diventato Consigliere Comunale con delega allo Sport, e successivamente Presidente del Consiglio Comunale, infine in seguito ad una dimissione, Assessore alle attività Produttive e allo Sport. In quel periodo, fu Claudio Casanova il Presidente della Polisportiva del Finale. Quando poi nel 2014 fu Claudio a diventare Assessore mi chiesero di tornare ad occuparmi della Polisportiva nel ruolo di Presidente. Ad accompagnarmi in questo ruolo furono Nicola Saponara in qualità di Vice Presidente e Lorena Calliari che assunse il ruolo di Segretaria del Consiglio di Amministrazione, costituito allora da 3 persone. Questo avvenne fino al 19 aprile 2017, quando è subentrato il nuovo e attuale Consiglio di Amministrazione della Polisportiva presieduto da Stefano Schiappapietra”.  

 

Ricordiamo che, da allora, il nuovo Consiglio di Amministrazione, prevede 5 cariche (Presidente, Vice Presidente, Segretario e due Consiglieri) più la carica di Past President, che si volle inserire per creare un passaggio di consegne a sostegno di chi si sarebbe trovato a ricoprire, in primis la carica di nuovo Presidente, e poi tutte le altre al suo interno, in quanto nel 2017 tutti gli allora membri del C.d.A. della Polisportiva del Finale, compreso il Presidente Bruno Zupo, furono dimissionari al contempo.

 

Qual è il tuo ruolo attuale nella Polisportiva?

 

Ci risponde Bruno Zupo: “Il 19 aprile 2017, avvenuta la nomina del nuovo C.d.A. della Polisportiva del Finale, passai automaticamente dalla carica di Presidente dell’Associazione, alla carica di Past President. Infine, il 16 settembre 2017, all’unanimità, tutto il nuovo Consiglio di Amministrazione, in accordo con i dirigenti di tutte le sezioni e i settori della Polisportiva di allora, stabilendo di non voler perdere il contributo che negli anni avevo dato alla Polisportiva, (anche se in futuro la carica di Past President  dovesse passare all’attuale Presidente), decise di nominarmi Presidente Onorario della Polisportiva del Finale, titolo che manterrò a vita. Ciò avvenne al termine di “Una Cena per lo Sport”, ai Chiostri di Santa Caterina, che vide una grande partecipazione di tutti i Dirigenti, gli istruttori, atleti e alcuni genitori, delle sezioni e dei settori della Polisportiva, e seguita alla prima edizione dell’evento “Cammina e Corri tra i Castelli” organizzato in quel pomeriggio. Non posso che ricordare con piacere quella serata, e le persone che hanno dedicato così tanto all’organizzazione di quell’evento, a partire dal Presidente Schiappapietra. Ricordo che all’evento parteciparono anche il Sindaco Ugo Frascherelli, l’Assessore allo Sport e al Turismo Claudio Casanova, il delegato CONI Comunale Salvatore Finocchiaro e il Fiduciario CONI per la Provincia di Savona Roberto Pizzorno. La serata fu anche l’occasione per festeggiare il mio compleanno che cadeva proprio il giorno successivo. Come Presidente onorario attualmente seguo le attività della polisportiva, supportando l’attuale consiglio.

 

 

Cosa ti ha dato più soddisfazione in tutti questi anni?

 

Quando entravo in palestra era pieno di bambini e ragazzi e l’affetto che mi mostravano è certo la cosa che ho apprezzato di più in tutto questo tempo. Tengo anche molto a sottolineare il fatto che aggregando i ragazzi in palestra li si porta in un ambiente protetto, sano, sicuro, socializzante che fa fare loro più vita di gruppo, e soprattutto li tiene fuori dagli ambienti di dipendenza. Più le palestre erano piene, più mi sentivo di stare facendo del bene per i ragazzi e le loro famiglie. Questo pensiero fu quello che mi motivò ad ideare lo “Sportivo dell’Anno”, evento volto a premiare i ragazzi, i dirigenti e l’atleta dell’anno finalesi che mostravano bravura sia nello sport che contemporaneamente anche a scuola. Vedevo cioè il bambino/ragazzo meritevole a tutto tondo, a partire dall’educazione, dalle abilità sportive e dall’impegno scolastico, ritenendo che la famiglia, la scuola e lo sport, siano le tre istituzioni che svolgono la funzione educativa di crescere ragazzi sani, allegri, educati, intelligenti e felici!

 

Come sei riuscito a conciliare i ruoli che hai ricoperto nella Polisportiva, con quello di Presidente della Lega Navale?

 

Tutto ciò è stato possibile grazie alla diversa stagionalità di queste due importanti Istituzioni del territorio finalese: infatti principalmente le attività della Polisportiva si svolgevano nel periodo corrispondente a quello scolastico, da ottobre a maggio, mentre quelle della Lega Navale si svolgono quasi solo esclusivamente nel periodo estivo, da giugno a settembre.

 

Che consiglio daresti a chi nel futuro volesse proporsi per rivestire una carica all’interno del consiglio di amministrazione della Polisportiva?

 

“Un Presidente, o comunque chiunque dovesse rivestire una carica all’interno del Consiglio di Amministrazione di un’A.S.D. grande e variegata come è la nostra Polisportiva del Finale, Associazione quasi unica nel suo genere, per come risulta costituita, deve parlare col “Noi” e mai con l’ “Io”, e ricordarsi di lavorare non per sé, ma per le attività che partecipano ad essa e soprattutto per i ragazzi che le svolgono. Sono fondamentali la massima condivisione dei progetti e la trasparenza in tutto e per tutto quello che la Polisportiva opera sul nostro territorio. Qualunque progetto sportivo deve essere condiviso da tutti coloro che poi devono promuoverlo attivamente, a partire dai Dirigenti delle Sezioni e dei Settori, che a loro volta devono trasmettere questo stesso modo di pensare ai loro Maestri, allenatori, istruttori, agli atleti e alle famiglie finalesi. Questo perché lo sport a Finale possa davvero essere per tutti e raggiungere tutti i bambini ed i ragazzi, anche attraverso la scuola, come già avviene con l’ormai consolidato progetto “Uno Sport a Scuola” organizzato col patrocinio del Comune di Finale”.

 

Quali difficoltà hai trovato negli anni? E quali ritieni ci siano oggi?

 

Bruno Zupo risponde con decisione: “Allora come oggi, le difficoltà maggiori sono soprattutto quelle relative alla scarsità degli impianti sportivi sul nostro territorio”.

 

C’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare per averti affiancato/sostenuto nel dirigere la Polisportiva per così tanti anni?

 

“Certamente. Prima di tutto vorrei ringraziare mia moglie e la mia famiglia per avermi sostenuto in tutti questi anni di grande impegno. Poi ci tengo particolarmente a ringraziare il Signor Silvano Rosa, segretario allora della Polisportiva Finalborghese. Infine, voglio ringraziare tutti i consiglieri che si sono succeduti durante il mio mandato, i Dirigenti, i Maestri, gli allenatori, gli istruttori, gli accompagnatori, i genitori che hanno condiviso e stanno condividendo con me e la Polisportiva questa esperienza”.

 

E’ giusto continuare a espandere la famiglia della Polisportiva anche con l’ingresso di nuove sezioni e settori?

 

“Assolutamente si”, ci dice Bruno, “E’ positivo che soprattutto le piccole Associazioni abbiano la possibilità attraverso la Polisportiva di emergere sul territorio di Finale portandosi all’attenzione di chi desidera praticare lo sport che esse propongono. Far parte della Polisportiva, soprattutto per le Associazioni Sportive più piccole, significa rendere possibile la pratica di quello sport sul territorio, soprattutto per i bambini e i ragazzi, senza rischiare che rimangano bloccate nello svolgere le loro attività per ragioni economiche e/o organizzative, in quanto, ci tengo a ricordarlo, i Dirigenti, istruttori, allenatori, accompagnatori sono quasi tutti volontari che chi più, chi meno, si dedicano alla promozione dell’attività sportiva sociale cercando di rivolgersi soprattutto ai più piccoli. Lo scopo principale della Polisportiva del Finale è proprio quello di far emergere Nuove Associazioni, in grado di aggiungere qualità all’offerta sportiva del territorio finalese”.

 

Se tornassi indietro, cosa cambieresti?

 

“Nulla”, ci dice Bruno Zupo, e la sicurezza con cui ci da le sue risposte ci fa sentire che è davvero grande e importante, e di qualità il lavoro, soprattutto sociale che la Polisportiva del Finale ha svolto e continua a svolgere in questi anni.

 

Come vedi il mondo dello sport tra dieci anni?

 

“Il mondo dello sport deve continuare, a maggior ragione rispetto a ciò che avviene oggi, con il sempre maggiore sviluppo della realtà virtuale e della digitalizzazione, a far socializzare i ragazzi, in modo sano e soprattutto reale; i Dirigenti, gli allenatori devono saper ascoltare i ragazzi e tenere a mente che prima di dargli delle risposte occorre riflettere molto bene sul cosa dire. Proprio per questo ci tengo molto al Punto d’Ascolto, ovvero la possibilità per le persone che militano nella Polisportiva di potersi avvalere del parere di un professionista, uno psicologo, nel momento in cui si renda necessario un consulto su un tema specifico, o anche solo per imparare a capire e conoscere più approfonditamente i desideri, le necessità e le aspirazioni dei nostri ragazzi”.

 

Come vedi lo sport a Finale tra 10 anni? In crescita?

 

“Lo Sport Sociale, quello che facciamo noi, va distinto da quello turistico. Quello turistico è aumentato di tanto negli ultimi anni, grazie alle bellezze del nostro territorio, mentre quello sociale è sì aumentato, ma in percentuale molto più trascurabile. Bisogna continuare, per il bene del cittadino, a sostenere quello sociale, lo Sport per Tutti: il cittadino deve essere educato allo Sport. Lo Sport, infatti è anche un’ottima scuola di vita e serve soprattutto ai bambini per imparare che esistono delle regole e che le regole ci servono per crescere, oltre che per arrecargli benessere psico-fisico. E’ importante che le famiglie comprendono la funzione importante dello Sport nella crescita e sviluppo del bambino.

 

Come vedi la nostra Polisportiva nel futuro?

 

Avendo vissuto oltre 50 anni di storia dello Sport finalese, ed avendo vissuto la nascita e la crescita della nostra Polisportiva, ritengo che essa si sia sempre adeguata ai tempi e alle possibilità economiche del periodo. Pertanto penso che ci sono e ci saranno sempre persone che faranno di tutto per lo sport all’interno di essa, anche grazie alla disponibilità, anche economica, del Comune di Finale.

 

Infine ho chiesto a Bruno: che consiglio daresti a me che mi occupo della Comunicazione della Polisportiva?

 

“Farei la stessa cosa che ho fatto anni fa, quando ho desiderato che la Polisportiva iniziasse a coltivare di più l’aspetto della Comunicazione, avvalendosi di un vero e proprio Ufficio Comunicazione al suo interno e ti ho chiesto di fartene carico: ti citerei di nuovo questa frase di Daniel Webnster a me molto cara:

 

Se mi venissero tolte tutte le mie forze e ricchezze ad eccezione di una, e se potessi scegliere quest’una, sceglierei di conservare la possibilità di comunicare, poiché con questa riconquisterei tutte le altre. “

 

La Comunicazione, ovvero il processo e le modalità secondo cui un’informazione viene trasferita da un individuo ad un altro, è quell’aspetto fondamentale, che rende possibile, accessibile, soprattutto nel mondo di oggi attraverso le immagini, i social, i video, la diffusione dei contenuti e dei progetti che in questo caso la Polisportiva si prefigge di realizzare”.

 

A livello personale e a nome di tutta la Polisportiva mi sento di dover ringraziare il nostro Presidente Onorario Bruno Zupo, per l’avermi concesso parte del suo tempo e quest’intervista, da cui molti di noi sono sicura possano trarre importanti e costruttivi spunti, e per l’averci messo a parte di quella che, diciamolo, è stata la storia dello Sport a Finale.

 

La speranza nostra è che siano tanti i finalesi e non solo a poter leggere questo racconto, che sicuramente ci fa sentire quanto sia grande e forte la famiglia della Polisportiva del Finale!

 

di Silvia Puppo

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