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Intervista a Bruno Zupo, Presidente Onorario della Polisportiva del Finale - parte 1

 

Per la nostra rubrica Personaggi, non potevamo non intervistare Bruno Zupo, Presidente Onorario della Polisportiva del Finale e pietra miliare del mondo sportivo finalese, che ha fatto davvero la storia della nostra Polisportiva. 50 anni di sport finalese sono davvero tanti. Oggi scopriremo chi è Bruno Zupo e quali sono le Associazioni Sportive nate con lui e sotto di lui nel tempo, fino alla costituzione della nostra Polisportiva del Finale.

 

Nato il 17 settembre 1942 a Taranto, Bruno Zupo, è giunto a Finale Ligure il 4 luglio 1962, per ragioni di lavoro, come Assistente Tecnico Costruzioni, per conto dell’Aereonautica Militare. Per prima cosa gli chiediamo:

 

Come ti sei sentito quando arrivasti a Finale?

 

Risponde Bruno: “A Finale mi sono sentito come a casa, perché i finalesi mi hanno accolto bene. E forse è proprio questa accoglienza affettuosa il motivo per cui ho sentito di dover qualcosa in cambio ai finalesi e mi sono applicato negli anni per favorire lo sport come fattore socializzante. Venendo dall’ambiente militare, già a Taranto vivevo e lavoravo con persone provenienti da ogni dove e pertanto, rispetto ai miei compaesani di allora, avevo già più apertura nei confronti delle persone. Inoltre giunto qui ero abituato a parlare italiano e non il dialetto della mia regione. I Finalesi che incontravo allo stesso modo, per cortesia nei miei confronti, non parlavano il loro dialetto con me ed io, quindi, mi sono sentito subito integrato e davvero bene accolto”.

 

Qual è stato il tuo primo approccio al mondo dello Sport?

 

“Da ragazzino, a Taranto, come tutti i miei amici giocavo a calcio e a circa 12 anni entrai nell’Arsenal Taranto, la squadra cittadina dei ragazzi della Taranto di allora, ma presto mancarono i fondi per sostenere le squadre giovanili. Furono tagliate delle squadre e mi ritrovai senza la possibilità di fare questo sport.

 

Allora, dato che a Taranto venivano organizzati Campionati Studenteschi di Pallavolo nelle scuole, tra cui quella che al tempo frequentavo io, decisi di dedicarmi a questo sport e iniziai a giocare a Pallavolo. Successivamente intrapresi il mio percorso nell’Aereonautica Militare, che mi portò per un anno a Caserta per frequentare la Scuola Sottoufficiali. Qui divenni Capitano della Squadra di Pallavolo della Scuola. Poi giunsi a Finale.

 

Anche a Finale hai iniziato subito ad occuparti del mondo dello sport?

 

 “A Finale al tempo per i ragazzi c’era il Calcio. Alcuni finalesi seppero presto della mia passione per la pallavolo. La pallavolo nacque quindi a Finale poco dopo il mio arrivo, negli anni 63-65 per volere dell’Oratorio Domus e della Parrocchia di San Giovanni di Finalmarina. Il nome dell’Associazione di allora era Virtus Finale. I ragazzi erano tanti e l’idea che perseguivamo fu quella di permettere di praticare un’attività sportiva alternativa a coloro che non erano in grado di divenire titolari delle squadre del calcio”.

 

Che ruolo avevi nella “Virtus Finale”?

 

“La Virtus ebbe da subito sia un settore maschile che un settore femminile a partire dal minivolley, (per bambini dai 6 anni), fino ai ragazzi di circa 18 anni. Al tempo, non essendoci molti giocatori, io, che ero Capitano della Squadra Maschile svolgevo anche l’incarico di Allenatore, non avevamo palestre e la pallavolo si giocava all’aperto. Io ho sempre giocato col numero 10; in questa foto (io sono quello in piedi, al centro), vedete la formazione della Virtus Finale, per il settore maschile”.

 

 

 

 

Che risultati avete ottenuto con la Virtus e cosa è successo dopo?

 

“Con la Virtus Finale siamo arrivati fino alla Promozione che risulta essere la serie D di adesso. Fino al 1970 giocammo all’aperto, poi a partire dal Campionato 1970-1971, cominciammo ad utilizzare la palestra dell’Istituto Alberghiero. Questo è quanto è accaduto fino al 1976. Al termine di quel periodo, all’incirca nel ’73-‘74, Pietro Fiaschi, (a cui attualmente è dedicata la Palestra dell’Istituto Alberghiero di Finale, dove ancora oggi si svolgono alcune delle attività promosse dalla Polisportiva del Finale), divenne Presidente dell’Associazione, e dopo circa 2 anni, mosso dall’altra mia grande passione, quella per il mare, lasciai la Pallavolo ed iniziai appunto a dedicarmi al settore mare: acquistai una barca e mi diedi alla Pesca Sportiva, rimanendo quindi sempre, anche se in altro modo, legato al mondo dello Sport.

 

Cosa successe nel frattempo nella Pallavolo?

 

“Nel 1982, purtroppo, i diritti della Virtus Finale vennero ceduti al Loano. Questo avvenne a causa dell’assenza di Impianti Sportivi idonei al gioco, dopo che Fiaschi ebbe lasciato l’Associazione, una volta giunti in Serie C. Il Loano prese molti dei nostri giocatori, ma altri rimasero senza squadra, quindi poco tempo dopo, nel 1985 mi fu chiesto di far ripartire la pallavolo a Finale.

 

 

Come ripartì la pallavolo a Finale?

 

Ci risponde Bruno Zupo: “Trovando un accordo con Carlo Molina e Raffaella Zat, (cui è attualmente dedicata un’altra delle palestre della Polisportiva, quella delle Scuole Medie Aycardi-Ghiglieri dove tuttora si allenano alcune delle squadre giovanili della pallavolo), decidemmo di ridare vita alla pallavolo sul territorio finalese.  La Prima Convocazione della “Finalborghese Volley”, avvenne quindi nel 1985. L’accordo prevedeva che Raffaella Zat si sarebbe occupata dei bambini, Carlo Molina ed io degli adulti e nello specifico Carlo del settore femminile, io di quello maschile”. Prosegue Bruno:

 

“Alla Prima Convocazione si presentarono quasi tutti gli ex giocatori della Virtus, sia maschile che femminile, che non erano andati a Loano. A quel punto abbiamo ritenuto necessario richiedere alla Federazione di organizzare un corso allenatori all’interno della nostra sede. Il corso fu frequentato da 12 Ex Giocatori Virtus, che divennero gli allenatori delle varie squadre di pallavolo. A ciascuno di loro vennero affidate una o più squadre” .

 

Che ruolo assunsi nella Finalborghese Volley?

 

A quel punto, ci dice Bruno, “io smisi di allenare. Nella “Finalborghese Volley” decidemmo di fondare un piccolo gruppo che faceva la parte sociale, ovvero organizzava tornei e la partecipazione ai campionati del Centro Sportivo, per poter far giocare anche le riserve e in generale gli atleti meno capaci che non sarebbero riusciti a giocare nei campionati della Federazione. Già allora, infatti, ritenevo che si dovesse promuovere Uno Sport per Tutti, come recita ancor oggi il motto della Polisportiva del Finale, cioè Uno Sport a cui tutti possano prendere parte perché lo sport è di tutti e tutti devono poter fare sport. Nacque così il “Volley Team Finale”, per occuparsi della parte sociale della Finalborgese Volley.

 

Da quel momento, la Pallavolo a Finale ha sempre avuto due parti, quella relativa alla federazione e quella sociale. Un altro mio desiderio, in quest’ottica di integrazione, era quello di poter rendere accessibile lo sport anche ai ragazzi disabili del finalese, a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

Sempre nell’ottica di svolgere una funzione integrante per coloro che vivono nel territorio finalese e non solo, ci tengo inoltre a ricordare le convenzioni che la Polisportiva del Finale ha in essere con il Centro di Igiene Mentale e lo Sprar, grazie alle quali ragazzi provenienti da queste realtà possono collaborare con la Polisportiva, e inserirsi ancora di più nel nostro territorio.

 

Dal Volley Team Finale, come si giunse all’idea di costituire una polisportiva finalese?

 

Nel 1993 in Comune a Finale, è nata la proposta di utilizzare il magazzino di ricovero dei mezzi che trasportavano i rifiuti come Palestra Polivalente (opera che prevedeva per la trasformazione un costo di 700 milioni di lire), in grado di ospitare sia la “Finalborghese Volley” che il “Finale Basket” di cui era Presidente Claudio Casanova, attualmente Assessore allo Sport del Comune di Finale Ligure. A quel tempo, infatti, il Finale Basket per gli allenamenti utilizzava la Palestra Rivetti. Dall’idea di rendere questo palazzetto fruibile sia dalla pallavolo, che dal basket, ma anche dalla scuola, una volta eseguiti i lavori e consegnata la struttura, il 10 gennaio 1996 nacque la “Polisportiva del Finale”.

 

Per oggi ci fermiamo qui; la prossima volta riprenderemo con lo scoprire che ruoli ha avuto Bruno Zupo dalla nascita della Polisportiva del Finale, fino ad oggi all’interno di essa. Quindi restate sintonizzati e a presto la seconda parte del nostro racconto!

 

(di Silvia Puppo)

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