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Prosegue il racconto di Bruno Zupo sul mondo dello sport finalese

 

Ci siamo lasciati la scorsa volta raccontandovi come dall’idea nata in Comune a Finale, di trovare uno spazio in grado di accogliere la Pallavolo, il Basket e la Scuola, il 10 gennaio 1996 si sia arrivati alla costituzione della “Polisportiva del Finale”, che al tempo promuoveva l’attività sportiva di tipo sociale. Chiediamo quindi a Bruno Zupo, proseguendo la nostra intervista sullo sport a Finale:

 

Cosa avvenne all’atto della costituzione della Polisportiva?

 

Ci racconta Bruno “Giungemmo alla costituzione della Polisportiva del Finale, dalla trasformazione della Polisportiva Finalborghese in questa nuova Associazione. Nel farlo, decidemmo anche di mantenerle il logo che rappresenta il marchesato del carretto. Io ne fui nominato Presidente coadiuvato da Casanova in secondo ruolo. Le attività sportive che vi partecipavano erano: Pallavolo, Baseball, Basket, Pesca Sportiva e Sci Club. Si trattava di Soci Ordinari della Polisportiva, la quale continuava a svolgere la parte sociale dello sport, e ad occuparsi della promozione, della comunicazione e dell’organizzazione di manifestazioni sportive. Dopodiché altri vollero collaborare, taluni divenendo parte integrante della Polisportiva, altri senza voler perdere la propria autonomia di Associazione, compresa quella economica. Per legge, però, ciò non era consentito, così si è deciso di rivedere l’organizzazione della Polisportiva e di suddividere le attività che ne facevano parte in Sezioni, (Soci Ordinari - cioè le Associazioni che volevano rimanere all’interno della Polisportiva, rientrando nella gestione amministrativa della stessa),  e Settori (o Socio Sostenitore, cioè le Associazioni che volevano mantenere la propria autonomia, con proprio statuto e regolamento). Da allora la Polisportiva del Finale, man mano si è allargata, è cresciuta, accogliendo tra le sue sezioni e i suoi settori nuove attività sportive quali la scherma, la pallatamburello, le arti marziali, eccetera… . Oggi fanno parte della Polisportiva del Finale, oltre ai progetti sociali tra cui lo Sport a Scuola e la Ginnastica dolce per adulti, ben 18 attività diverse: pallavolo, basket, parapendio, aikido, kung fu, wing chun, pallavolo per amatori, pallatamburello, scherma, kettlebell, pesca sportiva, tiro con l’arco, atletica, baseball e softball, ginnastica ritmica, ballo, trail, e podismo e recentemente anche un settore di equitazione e volteggio”.

 

Quali altri ruoli hai ricoperto nel mondo dello sport a Finale?

 

“Per quanto riguarda la Consulta Comunale dello Sport, ne fui Presidente dal 2002 fino al 2004 e poi di nuovo dal 2014 fino al 2017”. Nel 2004 sono diventato Consigliere Comunale con delega allo Sport, e successivamente Presidente del Consiglio Comunale, infine in seguito ad una dimissione, Assessore alle attività Produttive e allo Sport. In quel periodo, fu Claudio Casanova il Presidente della Polisportiva del Finale. Quando poi nel 2014 fu Claudio a diventare Assessore mi chiesero di tornare ad occuparmi della Polisportiva nel ruolo di Presidente. Ad accompagnarmi in questo ruolo furono Nicola Saponara in qualità di Vice Presidente e Lorena Calliari che assunse il ruolo di Segretaria del Consiglio di Amministrazione, costituito allora da 3 persone. Questo avvenne fino al 19 aprile 2017, quando è subentrato il nuovo e attuale Consiglio di Amministrazione della Polisportiva presieduto da Stefano Schiappapietra”.  

 

Ricordiamo che, da allora, il nuovo Consiglio di Amministrazione, prevede 5 cariche (Presidente, Vice Presidente, Segretario e due Consiglieri) più la carica di Past President, che si volle inserire per creare un passaggio di consegne a sostegno di chi si sarebbe trovato a ricoprire, in primis la carica di nuovo Presidente, e poi tutte le altre al suo interno, in quanto nel 2017 tutti gli allora membri del C.d.A. della Polisportiva del Finale, compreso il Presidente Bruno Zupo, furono dimissionari al contempo.

 

Qual è il tuo ruolo attuale nella Polisportiva?

 

Ci risponde Bruno Zupo: “Il 19 aprile 2017, avvenuta la nomina del nuovo C.d.A. della Polisportiva del Finale, passai automaticamente dalla carica di Presidente dell’Associazione, alla carica di Past President. Infine, il 16 settembre 2017, all’unanimità, tutto il nuovo Consiglio di Amministrazione, in accordo con i dirigenti di tutte le sezioni e i settori della Polisportiva di allora, stabilendo di non voler perdere il contributo che negli anni avevo dato alla Polisportiva, (anche se in futuro la carica di Past President  dovesse passare all’attuale Presidente), decise di nominarmi Presidente Onorario della Polisportiva del Finale, titolo che manterrò a vita. Ciò avvenne al termine di “Una Cena per lo Sport”, ai Chiostri di Santa Caterina, che vide una grande partecipazione di tutti i Dirigenti, gli istruttori, atleti e alcuni genitori, delle sezioni e dei settori della Polisportiva, e seguita alla prima edizione dell’evento “Cammina e Corri tra i Castelli” organizzato in quel pomeriggio. Non posso che ricordare con piacere quella serata, e le persone che hanno dedicato così tanto all’organizzazione di quell’evento, a partire dal Presidente Schiappapietra. Ricordo che all’evento parteciparono anche il Sindaco Ugo Frascherelli, l’Assessore allo Sport e al Turismo Claudio Casanova, il delegato CONI Comunale Salvatore Finocchiaro e il Fiduciario CONI per la Provincia di Savona Roberto Pizzorno. La serata fu anche l’occasione per festeggiare il mio compleanno che cadeva proprio il giorno successivo. Come Presidente onorario attualmente seguo le attività della polisportiva, supportando l’attuale consiglio.

 

 

Cosa ti ha dato più soddisfazione in tutti questi anni?

 

Quando entravo in palestra era pieno di bambini e ragazzi e l’affetto che mi mostravano è certo la cosa che ho apprezzato di più in tutto questo tempo. Tengo anche molto a sottolineare il fatto che aggregando i ragazzi in palestra li si porta in un ambiente protetto, sano, sicuro, socializzante che fa fare loro più vita di gruppo, e soprattutto li tiene fuori dagli ambienti di dipendenza. Più le palestre erano piene, più mi sentivo di stare facendo del bene per i ragazzi e le loro famiglie. Questo pensiero fu quello che mi motivò ad ideare lo “Sportivo dell’Anno”, evento volto a premiare i ragazzi, i dirigenti e l’atleta dell’anno finalesi che mostravano bravura sia nello sport che contemporaneamente anche a scuola. Vedevo cioè il bambino/ragazzo meritevole a tutto tondo, a partire dall’educazione, dalle abilità sportive e dall’impegno scolastico, ritenendo che la famiglia, la scuola e lo sport, siano le tre istituzioni che svolgono la funzione educativa di crescere ragazzi sani, allegri, educati, intelligenti e felici!

 

Come sei riuscito a conciliare i ruoli che hai ricoperto nella Polisportiva, con quello di Presidente della Lega Navale?

 

Tutto ciò è stato possibile grazie alla diversa stagionalità di queste due importanti Istituzioni del territorio finalese: infatti principalmente le attività della Polisportiva si svolgevano nel periodo corrispondente a quello scolastico, da ottobre a maggio, mentre quelle della Lega Navale si svolgono quasi solo esclusivamente nel periodo estivo, da giugno a settembre.

 

Che consiglio daresti a chi nel futuro volesse proporsi per rivestire una carica all’interno del consiglio di amministrazione della Polisportiva?

 

“Un Presidente, o comunque chiunque dovesse rivestire una carica all’interno del Consiglio di Amministrazione di un’A.S.D. grande e variegata come è la nostra Polisportiva del Finale, Associazione quasi unica nel suo genere, per come risulta costituita, deve parlare col “Noi” e mai con l’ “Io”, e ricordarsi di lavorare non per sé, ma per le attività che partecipano ad essa e soprattutto per i ragazzi che le svolgono. Sono fondamentali la massima condivisione dei progetti e la trasparenza in tutto e per tutto quello che la Polisportiva opera sul nostro territorio. Qualunque progetto sportivo deve essere condiviso da tutti coloro che poi devono promuoverlo attivamente, a partire dai Dirigenti delle Sezioni e dei Settori, che a loro volta devono trasmettere questo stesso modo di pensare ai loro Maestri, allenatori, istruttori, agli atleti e alle famiglie finalesi. Questo perché lo sport a Finale possa davvero essere per tutti e raggiungere tutti i bambini ed i ragazzi, anche attraverso la scuola, come già avviene con l’ormai consolidato progetto “Uno Sport a Scuola” organizzato col patrocinio del Comune di Finale”.

 

Quali difficoltà hai trovato negli anni? E quali ritieni ci siano oggi?

 

Bruno Zupo risponde con decisione: “Allora come oggi, le difficoltà maggiori sono soprattutto quelle relative alla scarsità degli impianti sportivi sul nostro territorio”.

 

C’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare per averti affiancato/sostenuto nel dirigere la Polisportiva per così tanti anni?

 

“Certamente. Prima di tutto vorrei ringraziare mia moglie e la mia famiglia per avermi sostenuto in tutti questi anni di grande impegno. Poi ci tengo particolarmente a ringraziare il Signor Silvano Rosa, segretario allora della Polisportiva Finalborghese. Infine, voglio ringraziare tutti i consiglieri che si sono succeduti durante il mio mandato, i Dirigenti, i Maestri, gli allenatori, gli istruttori, gli accompagnatori, i genitori che hanno condiviso e stanno condividendo con me e la Polisportiva questa esperienza”.

 

E’ giusto continuare a espandere la famiglia della Polisportiva anche con l’ingresso di nuove sezioni e settori?

 

“Assolutamente si”, ci dice Bruno, “E’ positivo che soprattutto le piccole Associazioni abbiano la possibilità attraverso la Polisportiva di emergere sul territorio di Finale portandosi all’attenzione di chi desidera praticare lo sport che esse propongono. Far parte della Polisportiva, soprattutto per le Associazioni Sportive più piccole, significa rendere possibile la pratica di quello sport sul territorio, soprattutto per i bambini e i ragazzi, senza rischiare che rimangano bloccate nello svolgere le loro attività per ragioni economiche e/o organizzative, in quanto, ci tengo a ricordarlo, i Dirigenti, istruttori, allenatori, accompagnatori sono quasi tutti volontari che chi più, chi meno, si dedicano alla promozione dell’attività sportiva sociale cercando di rivolgersi soprattutto ai più piccoli. Lo scopo principale della Polisportiva del Finale è proprio quello di far emergere Nuove Associazioni, in grado di aggiungere qualità all’offerta sportiva del territorio finalese”.

 

Se tornassi indietro, cosa cambieresti?

 

“Nulla”, ci dice Bruno Zupo, e la sicurezza con cui ci da le sue risposte ci fa sentire che è davvero grande e importante, e di qualità il lavoro, soprattutto sociale che la Polisportiva del Finale ha svolto e continua a svolgere in questi anni.

 

Come vedi il mondo dello sport tra dieci anni?

 

“Il mondo dello sport deve continuare, a maggior ragione rispetto a ciò che avviene oggi, con il sempre maggiore sviluppo della realtà virtuale e della digitalizzazione, a far socializzare i ragazzi, in modo sano e soprattutto reale; i Dirigenti, gli allenatori devono saper ascoltare i ragazzi e tenere a mente che prima di dargli delle risposte occorre riflettere molto bene sul cosa dire. Proprio per questo ci tengo molto al Punto d’Ascolto, ovvero la possibilità per le persone che militano nella Polisportiva di potersi avvalere del parere di un professionista, uno psicologo, nel momento in cui si renda necessario un consulto su un tema specifico, o anche solo per imparare a capire e conoscere più approfonditamente i desideri, le necessità e le aspirazioni dei nostri ragazzi”.

 

Come vedi lo sport a Finale tra 10 anni? In crescita?

 

“Lo Sport Sociale, quello che facciamo noi, va distinto da quello turistico. Quello turistico è aumentato di tanto negli ultimi anni, grazie alle bellezze del nostro territorio, mentre quello sociale è sì aumentato, ma in percentuale molto più trascurabile. Bisogna continuare, per il bene del cittadino, a sostenere quello sociale, lo Sport per Tutti: il cittadino deve essere educato allo Sport. Lo Sport, infatti è anche un’ottima scuola di vita e serve soprattutto ai bambini per imparare che esistono delle regole e che le regole ci servono per crescere, oltre che per arrecargli benessere psico-fisico. E’ importante che le famiglie comprendono la funzione importante dello Sport nella crescita e sviluppo del bambino.

 

Come vedi la nostra Polisportiva nel futuro?

 

Avendo vissuto oltre 50 anni di storia dello Sport finalese, ed avendo vissuto la nascita e la crescita della nostra Polisportiva, ritengo che essa si sia sempre adeguata ai tempi e alle possibilità economiche del periodo. Pertanto penso che ci sono e ci saranno sempre persone che faranno di tutto per lo sport all’interno di essa, anche grazie alla disponibilità, anche economica, del Comune di Finale.

 

Infine ho chiesto a Bruno: che consiglio daresti a me che mi occupo della Comunicazione della Polisportiva?

 

“Farei la stessa cosa che ho fatto anni fa, quando ho desiderato che la Polisportiva iniziasse a coltivare di più l’aspetto della Comunicazione, avvalendosi di un vero e proprio Ufficio Comunicazione al suo interno e ti ho chiesto di fartene carico: ti citerei di nuovo questa frase di Daniel Webnster a me molto cara:

 

Se mi venissero tolte tutte le mie forze e ricchezze ad eccezione di una, e se potessi scegliere quest’una, sceglierei di conservare la possibilità di comunicare, poiché con questa riconquisterei tutte le altre. “

 

La Comunicazione, ovvero il processo e le modalità secondo cui un’informazione viene trasferita da un individuo ad un altro, è quell’aspetto fondamentale, che rende possibile, accessibile, soprattutto nel mondo di oggi attraverso le immagini, i social, i video, la diffusione dei contenuti e dei progetti che in questo caso la Polisportiva si prefigge di realizzare”.

 

A livello personale e a nome di tutta la Polisportiva mi sento di dover ringraziare il nostro Presidente Onorario Bruno Zupo, per l’avermi concesso parte del suo tempo e quest’intervista, da cui molti di noi sono sicura possano trarre importanti e costruttivi spunti, e per l’averci messo a parte di quella che, diciamolo, è stata la storia dello Sport a Finale.

 

La speranza nostra è che siano tanti i finalesi e non solo a poter leggere questo racconto, che sicuramente ci fa sentire quanto sia grande e forte la famiglia della Polisportiva del Finale!

 

di Silvia Puppo

Intervista a Bruno Zupo, Presidente Onorario della Polisportiva del Finale - parte 1

 

Per la nostra rubrica Personaggi, non potevamo non intervistare Bruno Zupo, Presidente Onorario della Polisportiva del Finale e pietra miliare del mondo sportivo finalese, che ha fatto davvero la storia della nostra Polisportiva. 50 anni di sport finalese sono davvero tanti. Oggi scopriremo chi è Bruno Zupo e quali sono le Associazioni Sportive nate con lui e sotto di lui nel tempo, fino alla costituzione della nostra Polisportiva del Finale.

 

Nato il 17 settembre 1942 a Taranto, Bruno Zupo, è giunto a Finale Ligure il 4 luglio 1962, per ragioni di lavoro, come Assistente Tecnico Costruzioni, per conto dell’Aereonautica Militare. Per prima cosa gli chiediamo:

 

Come ti sei sentito quando arrivasti a Finale?

 

Risponde Bruno: “A Finale mi sono sentito come a casa, perché i finalesi mi hanno accolto bene. E forse è proprio questa accoglienza affettuosa il motivo per cui ho sentito di dover qualcosa in cambio ai finalesi e mi sono applicato negli anni per favorire lo sport come fattore socializzante. Venendo dall’ambiente militare, già a Taranto vivevo e lavoravo con persone provenienti da ogni dove e pertanto, rispetto ai miei compaesani di allora, avevo già più apertura nei confronti delle persone. Inoltre giunto qui ero abituato a parlare italiano e non il dialetto della mia regione. I Finalesi che incontravo allo stesso modo, per cortesia nei miei confronti, non parlavano il loro dialetto con me ed io, quindi, mi sono sentito subito integrato e davvero bene accolto”.

 

Qual è stato il tuo primo approccio al mondo dello Sport?

 

“Da ragazzino, a Taranto, come tutti i miei amici giocavo a calcio e a circa 12 anni entrai nell’Arsenal Taranto, la squadra cittadina dei ragazzi della Taranto di allora, ma presto mancarono i fondi per sostenere le squadre giovanili. Furono tagliate delle squadre e mi ritrovai senza la possibilità di fare questo sport.

 

Allora, dato che a Taranto venivano organizzati Campionati Studenteschi di Pallavolo nelle scuole, tra cui quella che al tempo frequentavo io, decisi di dedicarmi a questo sport e iniziai a giocare a Pallavolo. Successivamente intrapresi il mio percorso nell’Aereonautica Militare, che mi portò per un anno a Caserta per frequentare la Scuola Sottoufficiali. Qui divenni Capitano della Squadra di Pallavolo della Scuola. Poi giunsi a Finale.

 

Anche a Finale hai iniziato subito ad occuparti del mondo dello sport?

 

 “A Finale al tempo per i ragazzi c’era il Calcio. Alcuni finalesi seppero presto della mia passione per la pallavolo. La pallavolo nacque quindi a Finale poco dopo il mio arrivo, negli anni 63-65 per volere dell’Oratorio Domus e della Parrocchia di San Giovanni di Finalmarina. Il nome dell’Associazione di allora era Virtus Finale. I ragazzi erano tanti e l’idea che perseguivamo fu quella di permettere di praticare un’attività sportiva alternativa a coloro che non erano in grado di divenire titolari delle squadre del calcio”.

 

Che ruolo avevi nella “Virtus Finale”?

 

“La Virtus ebbe da subito sia un settore maschile che un settore femminile a partire dal minivolley, (per bambini dai 6 anni), fino ai ragazzi di circa 18 anni. Al tempo, non essendoci molti giocatori, io, che ero Capitano della Squadra Maschile svolgevo anche l’incarico di Allenatore, non avevamo palestre e la pallavolo si giocava all’aperto. Io ho sempre giocato col numero 10; in questa foto (io sono quello in piedi, al centro), vedete la formazione della Virtus Finale, per il settore maschile”.

 

 

 

 

Che risultati avete ottenuto con la Virtus e cosa è successo dopo?

 

“Con la Virtus Finale siamo arrivati fino alla Promozione che risulta essere la serie D di adesso. Fino al 1970 giocammo all’aperto, poi a partire dal Campionato 1970-1971, cominciammo ad utilizzare la palestra dell’Istituto Alberghiero. Questo è quanto è accaduto fino al 1976. Al termine di quel periodo, all’incirca nel ’73-‘74, Pietro Fiaschi, (a cui attualmente è dedicata la Palestra dell’Istituto Alberghiero di Finale, dove ancora oggi si svolgono alcune delle attività promosse dalla Polisportiva del Finale), divenne Presidente dell’Associazione, e dopo circa 2 anni, mosso dall’altra mia grande passione, quella per il mare, lasciai la Pallavolo ed iniziai appunto a dedicarmi al settore mare: acquistai una barca e mi diedi alla Pesca Sportiva, rimanendo quindi sempre, anche se in altro modo, legato al mondo dello Sport.

 

Cosa successe nel frattempo nella Pallavolo?

 

“Nel 1982, purtroppo, i diritti della Virtus Finale vennero ceduti al Loano. Questo avvenne a causa dell’assenza di Impianti Sportivi idonei al gioco, dopo che Fiaschi ebbe lasciato l’Associazione, una volta giunti in Serie C. Il Loano prese molti dei nostri giocatori, ma altri rimasero senza squadra, quindi poco tempo dopo, nel 1985 mi fu chiesto di far ripartire la pallavolo a Finale.

 

 

Come ripartì la pallavolo a Finale?

 

Ci risponde Bruno Zupo: “Trovando un accordo con Carlo Molina e Raffaella Zat, (cui è attualmente dedicata un’altra delle palestre della Polisportiva, quella delle Scuole Medie Aycardi-Ghiglieri dove tuttora si allenano alcune delle squadre giovanili della pallavolo), decidemmo di ridare vita alla pallavolo sul territorio finalese.  La Prima Convocazione della “Finalborghese Volley”, avvenne quindi nel 1985. L’accordo prevedeva che Raffaella Zat si sarebbe occupata dei bambini, Carlo Molina ed io degli adulti e nello specifico Carlo del settore femminile, io di quello maschile”. Prosegue Bruno:

 

“Alla Prima Convocazione si presentarono quasi tutti gli ex giocatori della Virtus, sia maschile che femminile, che non erano andati a Loano. A quel punto abbiamo ritenuto necessario richiedere alla Federazione di organizzare un corso allenatori all’interno della nostra sede. Il corso fu frequentato da 12 Ex Giocatori Virtus, che divennero gli allenatori delle varie squadre di pallavolo. A ciascuno di loro vennero affidate una o più squadre” .

 

Che ruolo assunsi nella Finalborghese Volley?

 

A quel punto, ci dice Bruno, “io smisi di allenare. Nella “Finalborghese Volley” decidemmo di fondare un piccolo gruppo che faceva la parte sociale, ovvero organizzava tornei e la partecipazione ai campionati del Centro Sportivo, per poter far giocare anche le riserve e in generale gli atleti meno capaci che non sarebbero riusciti a giocare nei campionati della Federazione. Già allora, infatti, ritenevo che si dovesse promuovere Uno Sport per Tutti, come recita ancor oggi il motto della Polisportiva del Finale, cioè Uno Sport a cui tutti possano prendere parte perché lo sport è di tutti e tutti devono poter fare sport. Nacque così il “Volley Team Finale”, per occuparsi della parte sociale della Finalborgese Volley.

 

Da quel momento, la Pallavolo a Finale ha sempre avuto due parti, quella relativa alla federazione e quella sociale. Un altro mio desiderio, in quest’ottica di integrazione, era quello di poter rendere accessibile lo sport anche ai ragazzi disabili del finalese, a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

Sempre nell’ottica di svolgere una funzione integrante per coloro che vivono nel territorio finalese e non solo, ci tengo inoltre a ricordare le convenzioni che la Polisportiva del Finale ha in essere con il Centro di Igiene Mentale e lo Sprar, grazie alle quali ragazzi provenienti da queste realtà possono collaborare con la Polisportiva, e inserirsi ancora di più nel nostro territorio.

 

Dal Volley Team Finale, come si giunse all’idea di costituire una polisportiva finalese?

 

Nel 1993 in Comune a Finale, è nata la proposta di utilizzare il magazzino di ricovero dei mezzi che trasportavano i rifiuti come Palestra Polivalente (opera che prevedeva per la trasformazione un costo di 700 milioni di lire), in grado di ospitare sia la “Finalborghese Volley” che il “Finale Basket” di cui era Presidente Claudio Casanova, attualmente Assessore allo Sport del Comune di Finale Ligure. A quel tempo, infatti, il Finale Basket per gli allenamenti utilizzava la Palestra Rivetti. Dall’idea di rendere questo palazzetto fruibile sia dalla pallavolo, che dal basket, ma anche dalla scuola, una volta eseguiti i lavori e consegnata la struttura, il 10 gennaio 1996 nacque la “Polisportiva del Finale”.

 

Per oggi ci fermiamo qui; la prossima volta riprenderemo con lo scoprire che ruoli ha avuto Bruno Zupo dalla nascita della Polisportiva del Finale, fino ad oggi all’interno di essa. Quindi restate sintonizzati e a presto la seconda parte del nostro racconto!

 

(di Silvia Puppo)

Polisportiva del Finale: al via “Personaggi”, la nostra nuova rubrica!

 

 

Ad ogni inizio d’anno ci si pongono nuovi buoni propositi; così lo scorso anno, a gennaio 2019 la Polisportiva del Finale aveva inaugurato sul sito istituzionale la nuova rubrica “Pink Power” dedicata alle sue eccellenze sportive femminili, con l’intenzione di dare spazio ed evidenza a quello che possono e sanno fare le donne nel mondo dello sport. Tramite questa nuova rubrica abbiamo iniziato a raccontarvi le nostre grandi sportive, partendo dal fatto che, proprio nell’allora appena trascorso 2018, il mondo dello sport finalese ha visto emergere delle vere “Pink protagoniste”, come è emerso anche della cerimonia di Premiazione dello “Sportivo dell’Anno 2018”. Questo consolidato e atteso evento, organizzato dalla Consulta dello Sport del Comune di Finale Ligure, si svolge ormai tradizionalmente negli ultimi giorni di dicembre di ogni anno e proprio nell’edizione 2018 aveva visto l’emergere di tante eccellenze al femminile, tra cui la vincitrice di quell’edizione: la schermitrice Carola Maccagno, nata e cresciuta nella Polisportiva del Finale, sotto la guida del grande Maestro Sergio Nasoni.

 

Premesso questo, per iniziare bene anche il 2020, abbiamo deciso di porci un nuovo ambizioso obiettivo a livello di comunicazione: quello di potervi parlare di tutte le nostre eccellenze, (sempre riservando uno spazio importante alle quote rosa), ovvero in generale di tutti quei personaggi che rendono solida e fanno crescere la grande famiglia che è la Polisportiva del Finale: dagli istruttori, ai Dirigenti, dagli atleti meritevoli ai grandi Maestri, ai nostri campioni e campioncini, ai collaboratori storici della Polisportiva e a tutti quelli che in qualche modo ne fanno o ne hanno fatto parte, lasciando la loro impronta.

 

Ed è così, che sul nostro sito, a partire da oggi, comparirà una nuova area denominata “LE NOSTRE ECCELLENZE”, che oltre alla già prevista “Pink Power”, da adesso in avanti, comprenderà anche la nostra nuova rubrica “Personaggi”! E chi tra questi sarà il primo di cui parleremo? Se volete scoprirlo, non vi resta che attendere il nostro prossimo articolo. E allora, restate sintonizzati e continuate a seguire la Polisportiva del Finale sul sito http://www.polisportivadelfinale.it/ e sui nostri profili Facebook e Instagram!

Sergio Nasoni, Maestro di Scherma Maschera d'Oro, fondatore della Leon Pancaldo

 

Per inaugurare la nostra nuova rubrica “Personaggi”, attraverso la quale abbiamo deciso di cominciare a raccontarvi dei grandi atleti, dirigenti, istruttori che militano o hanno militato nella nostra Polisportiva, abbiamo deciso di partire da un “personaggio” davvero speciale: il Maestro di scherma Sergio Nasoni, che nel 1983 fondò la Scuola di Scherma Leon Pancaldo, da diversi anni sezione della Polisportiva del Finale ASD.

 

Nato a Savona il 10 luglio del 1946, è stato, dal 1973 al 2003, docente presso il Liceo Artistico “Martini” di Savona con la Cattedra di Figure e Ornato Modellato, avendo affiancato negli ultimi anni di docenza, come suo assistente, la scultrice Renata Cuneo, da cui ha imparato l’arte dell’insegnare.

 

Ma, come tutti noi ben sappiamo, la scultura non è l’unica arte ad appassionare Nasoni, che, infatti, consegue, nel 1975, il diploma di Maestro di Scherma all’Accademia Nazionale di Roma. La Scherma, è un’attività sportiva che potremmo, (per citare le parole di Anna Marchiori, moglie di Nasoni e colonna della Leon Pancaldo), definire “arte regina dello sviluppo dei riflessi, intelligenza e strategia”, “classe ed eleganza”, (definizioni usate come titoli per due tra le più recenti dimostrazioni di scherma, organizzate in occasione de “La Fortezza del Benessere 2019” e del “Natale di GiuEle”).

 

Da quel lontano 1975, il Maestro Nasoni non ha più smesso di insegnare, anzi, ha lavorato sodo e con passione con tutti i suoi atleti, collaborando con la Nazionale Italiana Under 20, e operando in diverse Società Liguri. A partire dal 1983, poi con la sua Leon Pancaldo, ha portato diversi atleti a raggiungere risultati di livello Nazionale ed Internazionale.

 

Tra questi non possiamo non citare Stefano Carozzo, lo spadista che sotto la sua guida, dopo aver conquistato nel settore giovanile diversi titoli italiani di categoria e diversi titoli in coppa del Mondo, culminò la sua carriera nel 2008 alle Olimpiadi di Pechino con la vincita della medaglia di bronzo a squadre, risultato che all’Italia mancava dal 2000.

 

Altra atleta di rilevanza del Maestro Nasoni fu poi la spadista Noemi Piccinino che sotto la sua guida conquistò diversi podi nei campionati Italiani, partecipò a numerose Finali in coppa del Mondo e ottenne un 6° posto ai Mondiali di Tenerife. Nel 2007 Noemi conseguì il diploma di Istruttrice Nazionale.

 

Ed anche da quando è parte della Polisportiva del Finale, la Leon Pancaldo, ha visto emergere un’altra grande atleta: con grande impegno e tanta passione il Maestro Nasoni ha portato infatti, ai vertici Nazionali ed Internazionali Carola Maccagno.

 

Classe 2003, la Maccagno, ha centrato obiettivi importanti e, anche se ormai da due anni è in forza al team dell’ISEF Eugenio Meda di Torino, sotto la guida del Maestro Maurizio Mencarelli, non ha dimenticato, di essere nata e cresciuta nella Polisportiva Finalese. Sergio Nasoni, infatti, con la lungimiranza e l’altruismo che solo un grande Maestro possiede, al termine del Campionato Under 14, ha incoraggiato Carola a trasferirsi a Torino. Carola, è stata anche la vincitrice dell’ambito premio dato dalla Consulta dello Sport finalese, “Sportivo dell’Anno 2018” e proprio negli scorsi giorni, ci ha regalato un altro importantissimo risultato: “insieme alle sue compagne di Nazionale, (Margherita Baratta, Gaia Caforio e Lucrezia Paulis)”, scrivono dal MEDA di Torino, Carola “conquista una splendida medaglia d'argento nella gara a squadre del Circuito Europeo under 17 di Spada Femminile”, che si è svolto a Bratislava lo scorso sabato, 11 gennaio 2020. E di questo risultato Nasoni e tutti noi della Polisportiva, siamo davvero molto felici.

 

Il Maestro Sergio Nasoni nel corso della sua carriera di tecnico, ha ricevuto importanti e meritati riconoscimenti. Tra questi ricordiamo la Medaglia di Bronzo conferitagli nel 1993 dal C.O.N.I per meriti sportivi e  la Maschera d’Onore alla Carriera d’Oro che ha ricevuto nel novembre 2016 dalla Fis, (Federazione Italiana Scherma);la premiazione è avvenuta a Roma, a margine dell’assemblea elettiva della Federazione. Questo, è un premio alla carriera, la massima onorificenza federale che un Maestro di scherma può ottenere, consegnato a Nasoni per una vita dedicata alla scherma, attribuibile solo a quei Maestri che abbiano allenato schermidori italiani vincitori di titoli Olimpici, Mondiali e di Coppa del Mondo.

 

La Scuola di Scherma Leon Pancaldo del Maestro Nasoni, opera sul territorio presso due diverse sedi di allenamento: la palestra Rivetti a Finalborgo e Palazzo Pozzo Bonello a Savona, partecipa alle manifestazioni ed agli eventi organizzati dalla Polisportiva del Finale, organizza stage, saggi e incontri di Scherma. La scuola prevede corsi di avviamento alla scherma per bambini a partire dai 6/7 anni, per i quali quest’arte viene trattata in linea generale e proposta in forma di gioco. A partire dai 12 anni il lavoro assumerà caratteristiche più specifiche, la tecnica occuperà una parte preponderante dell’allenamento e ai ragazzi si potranno proporre esercitazioni più complesse.

 

Afferma il Maestro Sergio Nasoni: “Sono orgoglioso di aver allenato grandi campioni come Carozzo e la Maccagno, anche se per me ogni bambino o bambina ragazzo o ragazza che sale in pedana, è già un campione”.

 

Ed è proprio questo lo spirito della nostra Polisportiva del Finale che davvero, come dice il suo motto vorrebbe “uno sport per tutti”, e così tutti noi al completo siamo orgogliosi di poter vantare tra i nostri istruttori un “Personaggio” di così alto valore: il grande Maestro di Scherma Sergio Nasoni.

 

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