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ARTI MARZIALI "SCUOLA AIKIDO FINALE"

Associazione Sportiva Dilettantistica

Presentazione

Scuola di Aikido per bambini, adulti e disabili. Svolge l'attività presso la palestra delle scuole dell’istituto alberghiero di via Manzoni a Finale Ligure e presso la palestra delle scuole elementari in via Accame a Tovo San Giacomo. L’Associazione opera sul territorio finalese dal 1996, è collegata all’Aikikai d’Italia riconosciuto come ente morale dal Ministero della Pubblica Istruzione (Dpr 7-8-78 n.526), i diplomi rilasciati al conseguimento degli esami sono convalidati direttamente dall’Hombu dojo di Tokio. Le Scuole di Aikido di Finale Ligure (Aiki Dojo) e Tovo San Giacomo (Shin Ken) compaiono quali dojo, sulle pubblicazioni sia nazionali che internazionali e sul sito www.aikikai.it

Sito: http://www.aikidoincrescita.it/

Cenni storici

L'Aikido è un'arte marziale tradizionale giapponese fondata dal Maestro Morirei Ueshiba (1883 -1969). A differenza di altre arti marziali, per diretto volere del Fondatore, non si è trasformata in uno sport competitivo mantenendosi fedele alle caratteristiche originali allo scopo di tramandare un insieme di conoscenze appartenenti alla tradizione dell'estremo oriente. Non esistono quindi distinzioni per categorie di peso o di età ed è infatti facile vedere in un dojo di Aikido(si chiamano così i luoghi dove si praticano le Arti tradizionali) praticare insieme adolescenti e persone anziane. Non esistendo competizione tra gli allievi si sviluppa una forma di cooperazione per cui i praticanti si aiutano vicendevolmente crescendo così insieme e progredendo reciprocamente nell'Arte. L'aikido è anche un ottimo sistema di difesa personale ma le lezioni non sono finalizzate esclusivamente all'apprendimento di tecniche di difesa.

 

L'ideogramma giapponese della parola Aikido significa: Ai armonia - Ki spirito, energia vitale - Do via: ossia la via dell'armonia interiore.

L'Aikido è quindi, per suo stesso significato non solo arte marziale da coltivare per un miglioramento fisico ma anche arte dell'interiorità: una via per migliorare il nostro lato interno attraverso il corpo. Entrando in una palestra, chiamata dojo, l'aikidoka, mediante la pratica controllata di antiche tecniche di arti marziali, finalizzate alla neutralizzazione mediante bloccaggi, leve articolari e proiezioni, troverà un elegante metodo di ricerca dell'equilibrio fisico e psichico. Sintesi ed evoluzione di antiche tecniche mutate dal ju-jutsu classico, dal kenjutsu (la tecnica della spada) e dal jojiutsu (tecnica del bastone), l'Aikido trova la propria originalità ed efficacia in una serie di movimenti basati sul principio della rotazione sferica, il movimento armonico per eccellenza.

 

La pratica

Durante una seduta di pratica che dura normalmente un'ora per i bambini ed un’ora e mezza per gli adulti, si alternano tecniche di respirazione con movimenti di base, esercizi di rilassamento con lo studio delle cadute, tecniche per rafforzare l'hara (cioè il baricentro fisico e mentale di ogni essere umano) e sviluppare il Ki (cioè l'energia intema) con proiezioni, immobilizzazioni e leve. La pratica dell'Aikido si sviluppa in un'atmosfera rilassata e piacevole in cui, a coppie o a gruppi, si eseguono le tecniche spiegate dal maestro. La pratica prevede sia lo studio dell'Aikido a mani nude su differenti tipi di attacchi (prese, colpi di taglio, pugni), che lo studio delle armi (spada, bastone e coltello). Una lezione tipo inizia con il saluto di ringraziamento al fondatore e tra il maestro e gli allievi; seguono degli esercizi di concentrazione e respirazione, una ginnastica preparatoria per allungare i muscoli, riscaldare le articolazioni e rilassare il corpo, lo studio delle cadute essenziali per non subire infortuni durante la pratica, l'apprendimento degli spostamenti di base del corpo e infine l'allenamento delle tecniche.

ORGANIZZAZIONE dell’ associazione nazionale

Nel 1920 il Maestro Morihei Ueshiba (1883-1969) fondò uno stile chiamato Aiki-bujutsu; nel 1930 questa disciplina riscosse in Giappone vasti apprezzamenti dai più alti esponenti delle arti marziali e nel 1942 prese il nome di Aikido eleggendo quale proprio centro direzionale l'Hombu Dojo di Tokyo.

Oggi l'Aikido si è sviluppato in tutto il mondo attraverso la federazione Aikikai d'Italia è stata fondata nel 1970 dal Maestro IX° dal Hiroshi Tada e si è poi avvalsa della presenza dei Maestri Yoji Fujimoto e Hideki Hosokawa, entrambi VII dan, che hanno un loro dojo (palestra), ed operano su tutto il territorio nazionale con raduni e lezioni.

Sede centrale dell'Aikikai d'Italia è Roma.

Aikikai d'Italia organizza molti raduni formativi nazionali ed intemazionali e nel 1976 è stata insignita della qualifica di Ente morale in riconoscimentodei valori educativi e morali di cui è portatrice.

ATTIVITA

Aikido per bambini

Nelle lezioni di Aikido per bambini si trovano vari elementi presenti anche nelle lezioni per adulti, ma proposte sotto forma di gioco: le respirazioni, tutta una serie di passi e spostamenti che vengono poi applicati alle tecniche, varie andature che utilizzano tutte le parti del corpo. Il tipo di respirazione che viene utilizzato è quello addominale che calma e dà energia. Essa implica un lavoro di percezione, di attenzione, di controllo del corpo nelle varie fasi, di ricerca del proprio ritmo e di sincronizzazione con quello degli altri; è un porre le basi del primo autocontrollo, importante per l’acquisizione dell’autodisciplina. Le tecniche di Aikido usate come modello, possono essere efficaci per svincolarsi da situazioni difficili, senza essere violenti ed utilizzando al meglio le proprie risorse.

Aikido per adulti
Pur essendo un ottimo sistema di difesa personale, nell’Aikido viene data particolare enfasi anche all’aspetto interiore dell’arte. A differenza delle altre arti marziali non si è trasformato in uno sport competitivo, mantenendosi fedele alle caratteristiche originarie, allo scopo di tramandare un insieme di conoscenze appartenenti alla tradizione dell’Estremo Oriente. Non esistono quindi distinzioni per categorie di peso o di età ed è infatti facile vedere in un dojo di Aikido praticare insieme persone di età differenti. Non esistendo competizione tra gli allievi si sviluppa una forma di cooperazione, per cui i praticanti si aiutano vicendevolmente.

Progetto di attivazione di un corso di aikido per bambini diversamenteabili

Il progetto prevede l’organizzazione di un gruppo di disabili il più possibile omogeneo per età (da 6 a 12 allievi).
Cosa ottengono i disabili.
Con la pratica corretta, nei down e ritardati mentali si verifica una crescita nei confronti dei disturbi di organizzazione della personalità, come:
- La difficoltà di accesso al linguaggio (soprattutto a quello scritto)
- La difficoltà di percezione, i disturbi dell’orientamento tempo-spaziale e dell’immagine del corpo;
- I problemi di rivalità ed il sentimento di frustrazione nel rapporto con il gruppo;
- I rapporti con i familiari ansiosi o super-protettivi, o con i genitori che subiscono quella nascita come un dramma senza un rimedio;
- L’atteggiamento segregativo, più o meno marcato ma raramente assente, dell’ambiente sociale.
Diciamo che senza promettere di intervenire sui disturbi gravi della personalità, sia di origine nevrotica che psicotica, si affrontano i blocchi affettivi che si manifestano sotto forma di inibizione, d’ansietà, di tendenze depressive, di atteggiamenti caratteriali.
- L’insegnante specializzato utilizza tecniche pedagogiche particolari che non consistono tanto nella conoscenza di dati psicologici e nella loro applicazione tecnica, quanto nell’atteggiamento di scoperta dell’altro, nell’accettarlo come esso è, e nell’aprire uno spazio in cui sia possibile offrire nuove ridefinizioni di sé e dell’altro.
Il miglioramento della personalità è in relazione con l’acquisizione dinamica della conoscenza del corpo e della struttura spaziale fondata su sensazioni sperimentate, sul movimento, sulle necessità di compiere gesti precisi e coordinati, sull’imparare a cadere (vincere una paura innata, con componenti indotte) sul difendersi e addirittura sull’attaccare (cioè con l’esprimere corporalmente un atteggiamento aggressivo) sul partecipare alla vita del gruppo, alla sua esistenza simbolica.

 

Incontri di meditazione.

Durante gli incontri vengono proposti esercizi che si ispirano ai seguenti punti:

le tensioni muscolari, non facilitano, ma anzi bloccano il sano processo di contatto tra organismo ed ambiente, impedendo di prendere

consapevolezza delle sensazioni, delle emozioni e di vivere pienamente il corpo come fonte di vitalità e sicurezza noi siamo il nostro corpo, l’esperienza dell’essere in contatto sano e creativo con l’ambiente, è legata alla possibilità di superare la dicotomia mente e corpo e di

sperimentarsi come un’unità. Occorre che i processi mentali e cognitivi fluiscano liberamente e non siano di natura ossessiva o stereotipati, la consapevolezza dell’esperienza organismica è in sintonia con la capacità di mettere attenzione al momento presente “qui ed ora”.

I conflitti emotivi o psicologici, hanno una ripercussione sul corpo e viceversa.Una respirazione più profonda riduce gli stati di ansia, calma e da energia. occorre applicare gli esercizi e le tecniche in modo costante e superare alcune difficoltà per sperimentarne l’efficacia.

Gli esercizi rinforzano la zona dell’Hara, che permette di accrescere l’esperienza di essere in contatto con il terreno e l’ambiente, ben radicati, permettendo di sviluppare il senso di sicurezza fondamentale per aumentare la consapevolezza di sé.

Verranno praticati esercizi di:

-Rilassamento

-Aiki-taiso (ginnastica che non si riferisce solo al fisico, ma all’intero organismo, superando la dicotomia mente-corpo)

-Respirazione addominale (per ridurre lo stress, che è favorito da una respirazione toracica non controllata)

-Concentrazione e overtone (attraverso il suono e l’uso della vibrazione che esso produce)

-meditazione (grande e piccola circolazione, derivanti dallo zen)

-visualizzazione

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